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Ciclismo, il giro del mondo in 70 giorni Le classiche sovrapposte a Giro e Tour

Ciclismo, il giro del mondo in 70 giorni Le classiche sovrapposte a Giro e Tour

Oggi in Svizzera sarà ufficializzato il calendario “compresso” tra estate e autunno 

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Il ciclismo ai tempi del Covid-19 resta sospeso fra aspettative e buoni propositi. Ma soprattutto schiacciato. L'Unione ciclistica internazionale prova a ridisegnare il programma delle gare, comprimendo i tre grandi giri in soli settantuno giorni e collocando le classiche-monumento in mezzo, tentando di fornire delle opportunità anche agli specialisti delle gare di un giorno che però non potranno prendere parte alle manifestazioni a tappe.

Il nuovo calendario 2020 si trasforma così in un esercizio di equilibrismo, del quale oggi - salvo imprevisti - si conosceranno i dettagli ufficiali al termine del vertice in Svizzera del governo del ciclismo professionistico.

Qualcosa, però, trapela da Aigle, dove ha sede l'organismo internazionale; soprattutto emerge l'idea di voler salvare il salvabile, a cominciare dai Mondiali previsti proprio in Svizzera dal 20 al 27 settembre, soprattutto dopo che gli Europei su strada in Trentino (che erano stati fissati dal 9 al 13 settembre) sono saltati e si disputeranno nel 2021 proprio per aprire degli spazi nel calendario per le gare a tappe.

Tutto quindi, in buona sostanza, ruota attorno ai grandi giri: il Tour aprirà le danze il 29 agosto (l'epilogo a Parigi è fissato per il 20 settembre), a prescindere dal fatto che le autorità francesi hanno vietato le manifestazioni di massa fino al primo settembre (qualche problema solo per il Delfinato di due settimane prima): andrà trovata una soluzione, magari chiudendo alla partecipazione del pubblico una parte della manifestazione.

Si proseguirà con il Giro d'Italia, la cui nuova collocazione è prevista fra il 3 e il 25 ottobre, e qui non ci dovrebbero essere sorprese. La corsa rosa è orfana, è già stato comunicato, delle tre tappe iniziali in Ungheria e il direttore Mauro Vegni studia le alternative, abile com'è nella (ri)modulazione dei percorsi.

Assai probabile che le tre tappe trovino collocazione nei territori martoriati dal Coronavirus, dunque fra Lombardia, Piemonte e Veneto.

Di certo le tappe saranno ventuno, come nel format originale, e non diciotto. Per quanto riguarda il meteo, la speranza degli organizzatori è che, il mese di ottobre 2020, ricalchi le orme degli stessi valori climatici degli ultimi anni, che hanno regalato all'Italia un autunno mite. Unica controindicazione, la sovrapposizione della Liegi-Bastogne-Liegi e del Giro delle Fiandre, che si incastrano fra le tappe del Giro. Poi, toccherà alla Vuelta (20 ottobre-8 novembre): orfana delle 3 tappe in Olanda, la corsa partirà da Irún-Arrate (Paesi Baschi) e si snoderà per 18 frazioni. Da tenere conto della sovrapposizione della Parigi-Roubaix, non certo una gara qualsiasi ma la regina delle classiche del nord Europa. —



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