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OriOra Pistoia, uno staff in perfetta sintonia
Un’esperienza rimasta a metà, con tanti debuttanti nella massima serie e un pensiero comune: «Ci siamo trovati bene»
PISTOIA. Uno dei punti di forza di questa stagione del Pistoia Basket è stato quello di avere uno staff tecnico affiatato e in grado di lavorare in sinergia nonostante il team fosse completamente nuovo e per molti di loro fosse la prima esperienza in Serie A. La live di sabato di “Palla a due”, il format realizzato dal Pistoia Basket insieme a Pistoia Sport ha riunito tutto il gruppo, capeggiato da Michele Carrea e affiancato dal vice Fabio Bongi, dagli assistenti Luca Angella e Tommaso Della Rosa e dal preparatore atletico Francesco Bruni. Ognuno ha raccontato la propria esperienza e cosa gli ha lasciato questa stagione. «Pistoia –ha detto coach Carrea- mi ha dato questa opportunità, con pressione ma anche fiducia. Io penso di aver dato quello che avevo promesso, ovvero l’averci messo tutto quello che avevo. Al di là dei numeri, giocare in casa era diventato come giocare con l’aura pazzesca». Un’esperienza nuova ma altamente appagante anche per Luca Angella, che ha sottolineato l’emozione di girare i palazzetti di tutta Italia. «Speriamo di continuare insieme e di amalgamarci ancora di più dal punto di vista tecnico e umano. A livello di esperienza è stato bellissimo andare nei palazzetti: prima ci entravo da spettatore, ma viverli dalla panchina è stupendo, anche se poi quando sei lì in partita non ti ricordi nemmeno dove sei. Per me lavorare in questo staff è stato un cumulo di esperienze importanti». Discorso simile per Tommaso Della Rosa, il più giovane del gruppo, che ha raccontato come all’inizio non sia stato facile abituarsi al livello di lavoro di uno staff di Serie A. «Le difficoltà maggiori –ha detto Della Rosa- sono state le letture delle partite e le prime riunioni. Mi sento molto cresciuto, ho arricchito il mio bagaglio stando in questo staff». Chi ha lavorato con i ragazzi fino all’ultimo è stato Francesco Bruni, che ha seguito la squadra a distanza durante la quarantena, per tenerla in forma fisicamente, almeno fin quando c’era qualche possibilità di tornare a giocare. «Abbiamo continuato a seguire i ragazzi in remoto, nei modi e nei tempi che ci erano concessi –ha raccontato Bruni- C’è l’amaro in bocca per non aver concluso questa annata: non è un bellissimo ricordo quello che la mia prima esperienza in A sia stata chiusa in anticipo dal coronavirus, però dall’altra parte mi porto dietro le emozioni di un cammino che ha avuto più soddisfazioni e successi che esperienze negative». Più filosofico il vice Fabio Bongi, che ha raccontato di come sia cambiata la massima serie e della direzione presa dal basket italiano. «La Serie A è andata privilegiando l’atletismo e lo spettacolo. Credo però che sia stato divertente vedere giocare anche giocatori come Brandt, che ha fatto il leone sotto canestro contro giocatori più dotati di lui. Bisogna andare dentro lo sport, cercare di capire di più la pallacanestro». La chiosa finale poi è toccata a coach Carrea, che ha espresso un forte augurio per un movimento trasformato quando si tornerà a giocare finalmente a pallacanestro. «Mi auguro –ha detto il coach del Pistoia Basket- che il movimento rinasca su presupposti migliori. Non andava bene prima e se pensiamo che la vittoria sarà ripartire da dove ci eravamo lasciati sprechiamo una grande occasione». —
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