Il presidio
Cecchi: «Siamo fermi e senza stipendio. Chi ci aiuta a vivere?»
Il grido di allarme di un giocatore “dilettante” che lo fa per mestiere come un professionista
PISTOIA. Da leader in campo a leader fuori, il passo è breve. E così Lorenzo Cecchi ha deciso di metterci la faccia, con l'intento di tutelare se stesso e tutti i suoi colleghi che militano nel campionato di Serie D. Il trentaduenne calciatore aglianese, attualmente nelle fila del Chieri e in passato protagonista con la maglia della Pistoiese nel biennio che portò al ritorno tra i professionisti, ha espresso la sua posizione in un accorato post su Facebook: « A tutti i miei compagni di squadra, ex compagni e colleghi della Lega Nazionale Dilettanti, dico che dobbiamo farci sentire - ha affermato - perché il campionato molto probabilmente non riprenderà e quindi rischiamo di stare da marzo a settembre senza prendere uno stipendio. Il presidente della mia società, ad esempio, in un'intervista ha detto che non percepiremo più alcun rimborso - ha proseguito - Solamente in caso di un aiuto da parte delle istituzioni ci potrà venire incontro».
Un bel problema, visto che qui non si parla dei calciatori strapagati di Serie A: «Nella massima serie dilettantistica la gente vive con questi rimborsi - ha spiegato Cecchi - non c’è la possibilità di fare un altro lavoro, siamo professionisti a tutti gli effetti ma senza le loro tutele. In serie A se non prendono uno stipendio non fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma in serie D purtroppo sì».
Una categoria, quella dei calciatori delle serie minori, che al momento non è riuscita a trovare le adeguate tutele per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.
«Chi le paga le bollette? Chi paga gli affitti? Chi paga il mutuo? Chi paga da mangiare per i figli? - si interroga il centrocampista - Sono stati stanziati dei soldi per dare 600€ a chi percepisce sotto i 10.000€, ovvero 100€ al mese da marzo a settembre. E per gli altri? Non basta».
In conclusione, Cecchi fa un appello all'Associazione italiana calciatori affinché intervenga in loro aiuto: «Mi rivolgo all’Aic, di cui tanti di noi fanno parte: dateci una mano. La Lnd è la Lega con più giocatori e tesserati, il 98% del totale, ed è quella più in difficoltà! Fate sentire la nostra voce». Un appello accorato che non potrà essere non accolto anche perché sono davvero tanti coloro che si trovano in difficoltà. —
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