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IL CENTROCAMPISTA DEL BARCELLONA 

Rakitic va oltre la paura «Vogliamo giocare a calcio anche rischiando il contagio»

Rakitic va oltre la paura «Vogliamo giocare a calcio anche rischiando il contagio»

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BARCELLONA

«Sono pronto a correre il rischio del contagio, ma voglio giocare». Ivan Rakitic scuote il calcio, non solo quello spagnolo. La Liga sta per decidere se e come riprendere il campionato, c'è l'ok del governo Sanchez agli allenamenti individuali delle squadre di calcio da lunedì. Ma anche tra Madrid e Barcellona corre il dubbio: quale è il rischio di contagio giocando? E di chi, tra l'altro, la responsabilità?

Il contagio da Covid-19 all'infortunio sul lavoro, responsabili sul piano civile e anche penale sono i dirigenti, medico compreso per l'attuazione di tutte le misure previste. Per questo, non basterebbe una 'liberatoria' dei giocatori simile a quella che sarebbe invalsa per gli allenamenti in Germania, ..- anche se in modo informale, e senza conferma della Bundesliga, dove è vigente una non scritta regola di 'volontarietà' per le sedute di preparazione. Dunque, il discorso di Rakitic è emozionale, più che legale.

«Io voglio tornare a giocare, per ridare alla gente quel che ho ricevuto e non solo dal punto di vista economico - ha spiegato il centrocampista vicecampione del mondo - Quando torneremo in campo dovrà esserci la massima sicurezza. Ma sappiamo che sicuri al cento per cento non lo saremo mai, noi come tutti gli altri lavoratori che sono rimasti al loro posto per noi in questi mesi e come tutti quelli che torneranno nei prossimi giorni. Un addetto a un supermercato non rischia meno di me, anzi forse di più. Il calcio è un movimento economico - ha concluso Rakitic - Mi ha impressionato leggere quanti milioni di persone siano coinvolte, e so che il calcio professionistico 'sostiene' il resto dello sport in Spagna. Ma l'aspetto che mi pare passi in secondo piano è la passione delle gente, e bisogna ricominciare a coltivarla». —



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