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Messico e Polonia, altro che lockdown I pugili ricominciano a darsele sul ring

Messico e Polonia, altro che lockdown I pugili ricominciano a darsele sul ring

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ROMA

Mentre in Italia la federboxe stanzia oltre un milione di euro per aiuti a società e atleti che altrimenti rischierebbero di 'chiudere', e l'attività è ferma, in altri paesi il pugilato riprende a pieno regime. Dopo il Nicaragua, e in attesa del via libera del governatore della Florida, tocca a Messico e Polonia, dove è tutto pronto affinché i guantoni s'incrocino di nuovo. Si comincerà sabato 23 maggio a Patzcuaro dove il fuoriclasse Roy JonesJr ha allestito una riunione in collaborazione con l'ex campione dei superwelter Ibf Carlos Molina, che oltre a a fare il promoter di se stesso continua a salire sul ring. Avversario del 36enne idolo locale, nel match che sarà dato in diretta Facebook, sarà il connazionale Michi 'El Matador' Munoz sulla distanza delle dieci riprese. Sono previste tutte le tutele sanitarie, con tanto di mascherine da indosare fino al momento di salire sul ring. I medici di riunione saranno incaricati anche di prendere la tempertaura ai pugili e ai loro staff. Si ricomincia anche in Polonia, dove il 12 giugno il quarantenne peso massimo locale Mariusz "Viking" Wach, ex challenger mondiale, sfiderà il veterano americano Kevin Johnson in una riunione in programma a Konary, località di quasi 30 mila abitanti. L'evento, anche questo a porte chiuse, mentre tutto il personale di servizio dovrà sottoporsi a protocollo sanitario.

E a questo proposito, il presidente del Wbc Mauricio Sulaiman ha annunciato che il suo ente ha creato un protocollo in grado di supportare il ritorno della boxe secondo lui in tutto il mondo: «include tutte le protezioni sanitarie e di contenimento al contagio del Covid 19 - ha spiegato Sulaiman - necessarie per evitare il diffusione del coronavirus. Le informazioni sono ampie e complete, specificando le principali raccomandazioni per la realizzazione di un evento di boxe. La nostra principale preoccupazione è la vita del pugile, ma questo virus è trasmissibile e vogliamo che tutti i partecipanti siano in grado di prendersi cura l'uno dell'altro usando le opportune misure sanitarie». —

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