Il presidio
Sostegni: «Un tavolo comune per ripartire»
Il tecnico della Kokoro Karate Pistoia auspica un incontro con tutte le società per studiare come uscire dal tunnel
PISTOIA. «Temo che il contraccolpo per lo sport giovanile e dilettantistico possa essere molto più pesante di quanto si sia portati a pensare adesso. In questi giorni la mia preoccupazione più grande riguarda la tenuta psicologica dei ragazzi. Mi chiedo in che modo reagiranno a questo lungo periodo di isolamento forzato». Va subito al sodo Enrico Sostegni, guida tecnica della Kokoro Karate Pistoia. La pandemia sta colpendo lo sport in maniera orizzontale e la società pistoiese di karate non fa eccezione: dopo quasi due mesi di lockdown il maestro, cintura nera V dan, prova a fare il punto della situazione e i motivi per essere fiduciosi sono ben pochi.
«Come riusciremo - prosegue - a far affrontare ai nostri atleti una ripartenza che sarà inevitabilmente piena di limitazioni e disagi? Noi della Kokoro, come tutti del resto, stiamo cercando di mantenere i contatti con tutti i nostri allievi ma è fin troppo banale affermare che una videochat non può sostituire il contatto diretto. Con questa pandemia sono venuti a mancare aspetti fondamentali come l'aggregazione, il lavoro sul coordinamento motorio, l'approccio ludico alla disciplina. Una pausa così prolungata può addirittura innescare un meccanismo perverso: non si tratterà soltanto di riprendere a cuor leggero un percorso interrotto, ma anche di fare i conti con il rischio di regressione tecnica. Parlando in termini di tempo - aggiunge Sostegni - per qualcuno potrebbe equivalere a tornare indietro di un anno e mezzo. Sportivamente parlando, un disastro».
Dall'aspetto umano a quello pratico. Se anche lo sport dovesse ottenere il via libera per settembre, le società dovranno far fronte a un consistente pacchetto di adempimenti. Non sarà facile. «Sarà davvero dura - ammette il tecnico - e non sappiamo ancora quanto, le incertezze sono così tante che qualsiasi previsione è prematura. Ormai siamo consapevoli che, se tutto andrà bene, ripartiremo dopo l'estate. Ma se anche fosse - prosegue - certamente non potrà essere tutto come prima: mi domando quante saranno le società in grado di trovare le risorse sufficienti per rispettare le prescrizioni di sicurezza. Confidiamo nelle istituzioni - conclude Sostegni - affinché aprano un tavolo di discussione e collaborazione aperto a tutte le società sportive del territorio, per individuare insieme tutte le soluzioni necessarie a far ripartire le attività. Non possiamo permetterci di lasciare una generazione di ragazzi senza un punto di riferimento importante come lo sport». —
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