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Sostegni: «Un tavolo comune per ripartire»

GIACOMO CAROBBI
Il tecnico Enrico Sostegni fra la presidente del Kokoro Karate Pistoia Ramona Panichi (a sx) e l'istruttrice Maura Fedi
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Il tecnico Enrico Sostegni fra la presidente del Kokoro Karate Pistoia Ramona Panichi (a sx) e l'istruttrice Maura Fedi

Il tecnico della Kokoro Karate Pistoia auspica un incontro con tutte le società per studiare come uscire dal tunnel

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PISTOIA.  «Temo che il contraccolpo per lo sport giovanile e dilettantistico possa essere molto più pesante di quanto si sia portati a pensare adesso. In questi giorni la mia preoccupazione più grande riguarda la tenuta psicologica dei ragazzi. Mi chiedo in che modo reagiranno a questo lungo periodo di isolamento forzato». Va subito al sodo Enrico Sostegni, guida tecnica della Kokoro Karate Pistoia. La pandemia sta colpendo lo sport in maniera orizzontale e la società pistoiese di karate non fa eccezione: dopo quasi due mesi di lockdown il maestro, cintura nera V dan, prova a fare il punto della situazione e i motivi per essere fiduciosi sono ben pochi.

«Come riusciremo - prosegue - a far affrontare ai nostri atleti una ripartenza che sarà inevitabilmente piena di limitazioni e disagi? Noi della Kokoro, come tutti del resto, stiamo cercando di mantenere i contatti con tutti i nostri allievi ma è fin troppo banale affermare che una videochat non può sostituire il contatto diretto. Con questa pandemia sono venuti a mancare aspetti fondamentali come l'aggregazione, il lavoro sul coordinamento motorio, l'approccio ludico alla disciplina. Una pausa così prolungata può addirittura innescare un meccanismo perverso: non si tratterà soltanto di riprendere a cuor leggero un percorso interrotto, ma anche di fare i conti con il rischio di regressione tecnica. Parlando in termini di tempo - aggiunge Sostegni - per qualcuno potrebbe equivalere a tornare indietro di un anno e mezzo. Sportivamente parlando, un disastro».

Dall'aspetto umano a quello pratico. Se anche lo sport dovesse ottenere il via libera per settembre, le società dovranno far fronte a un consistente pacchetto di adempimenti. Non sarà facile. «Sarà davvero dura - ammette il tecnico - e non sappiamo ancora quanto, le incertezze sono così tante che qualsiasi previsione è prematura. Ormai siamo consapevoli che, se tutto andrà bene, ripartiremo dopo l'estate. Ma se anche fosse - prosegue - certamente non potrà essere tutto come prima: mi domando quante saranno le società in grado di trovare le risorse sufficienti per rispettare le prescrizioni di sicurezza. Confidiamo nelle istituzioni - conclude Sostegni - affinché aprano un tavolo di discussione e collaborazione aperto a tutte le società sportive del territorio, per individuare insieme tutte le soluzioni necessarie a far ripartire le attività. Non possiamo permetterci di lasciare una generazione di ragazzi senza un punto di riferimento importante come lo sport». —

 

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