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I NODI DELLA FASE 2 

Lo sport di base: noi siamo figli di un dio minore

Lo sport di base: noi siamo figli di un dio minore

I corsi, i circoli, le palestre restano chiuse fino al 18 maggio. I messaggi a Spadafora: i ragazzi hanno diritto di muoversi

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ROMA

Per gli atleti di discipline sportive individuali riconosciuti di interesse nazionale il lockdown è agli sgoccioli. Il 4 maggio scatterà il via libera per il ritorno agli allenamenti. L'interrogativo che serpeggia tra tutti gli altri sportivi delusi - la base di agonisti, ma anche dilettanti e amatori - è quindi uno solo: ma noi quando ripartiamo? Nel testo del nuovo decreto si fa riferimento esclusivamente all'elite, agli atleti di vertice. Nessuna indicazione viene fornita per società e circoli sportivi che quindi resteranno chiusi almeno fino al 18 maggio. Le federazioni attendono adesso di ricevere un approfondimento da parte del Ministero dello Sport, una sorta di circolare contenente le indicazioni su come muoversi. Assieme agli atleti, anche società e circoli attendono lumi sulla ripartenza. «In Italia finora è stato impedito di giocare a golf, una cosa non in linea con nessun altro paese al mondo. I circoli devono necessariamente riaprire al massimo l'11 maggio, non si capisce perché debbano restare chiusi» è la presa di posizione del presidente della Federgolf, Franco Chimenti, mentre il numero uno della scherma, Giorgio Scarso, si fa portavoce della base: «È quella che scalpita di più, è formata da 15-18 mila atleti che tornerebbero volentieri ad allenarsi. Varie società ci stanno chiedendo come organizzare il ritorno. La prudenza non è mai troppa e bisogna rispettare le prescrizioni, ma tornare a fare lezione o la preparazione fisica nel proprio club, anche con turnazioni, è un passaggio importante per i ragazzi». Chi resta più prudente è Vittorio Lai, presidente della Federpugilato, che intanto guarda con fiducia all'apertura del centro federale di Assisi per i 23 atleti d'elite che dal 4 maggio potrebbero subito riprendere ad allenarsi, così come i 150 pugili sparsi in tutta Italia che fanno parte delle selezioni nazionali e che dovrebbero ricominciare nelle rispettive palestre. «Alle mille società sul territorio dico invece di pazientare un attimo, apriamo una prima porta intanto - il consiglio di Lai - Seguendo le linee guida potremo programmare una graduale apertura». Anche il mondo dell'atletica leggera sta studiando a fondo la situazione e domani farà il punto in occasione dell'incontro tra il Consiglio federale della Fidal e i presidenti del Comitato regionale. I big dal 4 maggio tornano in pista, il resto dei tesserati è da capire. La Federnuoto ha invece già varato le misure di sicurezza da adottare per far ripartire l'attività nelle piscine. —

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