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lo studio del cies 

È l’Ajax la miglior “fabbrica” di campioni

Alessandro Guerrieri

Dal club biancorosso arrivano 22 top player in attività nei campionati europei, bene anche Benfica e Salisburgo

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Qual è il percorso che i calciatori seguono con maggiore frequenza per approdare in una delle 98 squadre che compongono i cinque campionati europei più importanti? Una domanda alla quale hanno provato a rispondere gli esperti del Cies, il prestigioso osservatorio sul calcio con sede a Neuchatel. Il centro studi elvetico ha analizzato la squadra di provenienza di ciascun giocatore delle rose di tutte le squadre dei principali campionati, escludendo quelli che sono arrivati in prima squadra partendo dal vivaio.



La parte del leone la fanno gli olandesi dell’Ajax, da sempre tradizionale trampolino di lancio per campioni di valore assoluto. Basta andare un po’ indietro nel tempo per trovare giocatori che hanno scritto la storia di questo sport: senza scomodare il mitico Johan Cruijff, troviamo Marco Van Basten, Zlatan Ibrahimovic, Franck Rijkard e Dennis Bergkamp fino ad arrivare al super bomber del Barça Luis Suarez. In questa stagione i calciatori che giocano nei maggiori campionati europei arrivando da Amsterdam sono la bellezza di 22, tra cui spicca lo juventino De Ligt, la scorsa estate pagato a peso d’oro dalla Vecchia Signora.



Alle spalle dei tulipani c’è un altro club tradizionalmente bravo a coltivare giovani talenti, il Benfica, con 21 elementi lanciati, a peso d’oro, nel firmamento del calcio europeo. Qualche nome? In primis il giovanissimo Joao Felix dell’Atletico Madrid, da molti definito il nuovo CR7, ma anche i portieri Oblak ed Ederson. A quota 21 pure gli austriaci del Salisburgo, con la perla del giovanissimo, e fortissimo, centravanti norvegese Haaland, ceduto qualche mese fa al Borussia Dortmund.



Scorrendo l’elenco si nota che, tra le prime undici, ci sono due squadre B, quelle del Real Madrid – 17 giocatori – e del Barcellona – 11 – di fatto le accademie di Blancos e Blaugrana. La “cantera” dei madrileni è da sempre una fucina inesauribile di talenti, basti pensare alla celeberrima “quinta del Buitre” (Butragueno, Sanchis, Michel, Martin Vazquez e Pardeza) degli anni ‘80, fino ad arrivare ai recenti Vinicius Junior, Carvajal e Casemiro. Nei Blaugrana spiccano i nomi di Leo Messi, Thiago Alcantara e, in tempi meno recenti, Iniesta e Xavi. Un dato che dovrebbe far riflettere anche le nostre società: solo la Juventus, sempre lungimirante, ha allestito una seconda squadra – milita in Serie C – forse sarebbe il caso che altre realtà seguissero l’esempio bianconero.



Limitando l’analisi alle sole squadre italiane, ecco la sorpresa: a guidare il gruppo ci sono due piccole realtà di provincia, Crotone e Salernitana, con 6 elementi militanti nel gotha del calcio continentale. Alle loro spalle troviamo l’Avellino ed il Pescara, che ha lanciato in orbita talenti del calibro di Marco Verratti, Ciro Immobile e Lorenzo Insigne. Una statistica che evidenzia l’importanza delle piccole, o medie, società nell’universo del nostro calcio che, da sempre, le vede come semplici intruse, non capendo quanto siano fondamentali alla crescita dell’intero movimento. —

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