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Cordolcini: «Il club olandese investe e cura ogni particolare»
Il segreto del successo nello scoprire e lanciare nuovi talenti è frutto della perfetta organizzazione della società di Amsterdam
intervista
Uno dei massimi esperti di calcio olandese è il giornalista Alec Cordolcini, non a caso autore del bellissimo libro “La rivoluzione dei tulipani”, nel quale racconta dei primi 100 anni del paese simbolo del calcio totale. La sua competenza ci aiuta a comprendere meglio il fenomeno Ajax nello sfornare giovani talenti.
Cordolcini, qual è il segreto di così tanto successo?
«Innanzitutto la grande attenzione riservata alla “cantera”. Pensate che tutte le squadre giovanili utilizzano lo stesso modulo di gioco e seguono la stessa filosofia, che è quella di un calcio sempre propenso all’attacco. Inoltre non c’è un percorso predefinito, ma ogni giovane talento ne segue uno individualizzato, al fine di svilupparne al meglio le caratteristiche. Poi, per ogni squadra non c’è solo un allenatore, ma uno staff che segue con grande attenzione ciascun reparto, ad esempio lo juventino De Ligt è stato a lungo seguito dall’ex Lazio, Milan e United Jaap Stam. In più, durante il percorso di crescita si cerca di sviluppare la multifunzionalità dei calciatori, al fine di ampliarne il bagaglio tattico. Non è raro il caso di virgulti partiti in un ruolo, e poi affermatisi in un altro».
Un esempio?
«Ce ne sono tanti, il primo che mi viene è De Jong, adesso al Barcellona: aveva iniziato da trequartista, poi è stato provato come difensore centrale, adesso è un centrocampista tra i più bravi al mondo».
Una grande accelerazione si è avuta con il ritorno di Crujiff, una decina di anni fa.
«Il rimpianto asso olandese, una volta tornato a casa, ha dato una grande accelerata al vivaio dei biancorossi, tanto che la semifinale Champions raggiunta la passata stagione porta la sua firma postuma. Dal suo ritorno, gli investimenti sono aumentati, e arrivano in prima squadra solo giocatori pronti per il grande salto nei massimi campionati europei, mentre prima i giovani del vivaio venivano lanciati a prescindere, basti pensare agli anni in cui l’allenatore era De Boer, poi visto all’Inter. Non è un caso che in quel periodo l’Ajax era uscito dai radar nelle competizioni europee».
Quanto investe l’Ajax nel vivaio?
«Gli investimenti nel settore giovanili rappresentano una fetta importante del bilancio, oltre il 10 %. In termini assoluti stiamo parlando di oltre 11 milioni di euro all’anno». —
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