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PISCINE, PERCORSI SEPARATI E CORSIE MENO PIENE
VIA ALLE SANIFICAZIONI DEL BORDO VASCA, SI LAVORA PER RIMODULARE I CORSI E L’ACQUAFITNESS
In attesa che la Federazione Italiana Nuoto - attraverso una task-force di esperti e nella persona del presidente Paolo Barelli, tra i più attivi in queste settimane perché ben consapevole dei costi che dovranno affrontare gli impianti natatori - vari la relazione richiesta dal Coni al fine di indicare i fattori di rischio legati all’attività sportiva agonistica e amatoriale, così come i diversi luoghi o momenti in cui essa è praticata, e agevolare la redazione dei protocolli relativi alla cosiddetta Fase 2 (distanziamento, indice di affollamento di una palestra, modalità di svolgimento delle competizioni), il mondo delle piscine s’interroga sul come sarà vissuta un’ipotetica riapertura il 4 maggio.
Ovviamente - ma come detto si tratta di semplici supposizioni - sarà difficile pensare ad un corso di nuoto adulti con 20 persone in una corsia, oppure agli allenamenti delle categorie Esordienti e lezioni della scuola nuoto con intere famiglie sugli spalti. Per non parlare dell’acquafitness che ogni anno richiama centinaia e centinaia di utenti. Sarò complicato, insomma. Ma non impossibile.
Anche perché, stando ai pareri degli specialisti, l’acqua clorata e l’alta temperatura tipica delle piscine sfavorirebbero la diffusione del virus. Detto questo a Livorno e in diverse altre piscine della nostra regione, ancor prima che l’emergenza si trasformasse in pandemia, il gestore dei due impianti comunali (Officina dello Sport in collaborazione con Sport Management) aveva prontamente sanificato tutti i locali, il piano vasca e disposto alcuni interventi per attuare le norme di distanziamento nelle aree comuni il tutto seguendo i punti descritti in uno dei primissimi Decreti ministeriali. In tal senso il presidente della Federnuoto ha ribadito l'urgenza di sostenere le associazioni e società sportive che "gestiscono i 70.000 impianti sul territorio nazionale.
«Temo la chiusura di molti di essi - ha spiegato Barelli - dopo questa pandemia che mette non solo in crisi i campioni, ma tutti i cittadini che utilizzano le strutture per svolgere attività motoria. I campioni del nuoto potranno rientrare in acqua quando il Governo riterrà terminata la Fase 1 e darà il via alla Fase 2 (A questi, inoltre, potranno seguire ulteriori disposizioni regionali e comunali, ndr); ma le piscine sono impianti molto costosi e delicati, quindi bisognerà riaprirli nel modo giusto, tutelando la salute ma consentendo l'accesso a più utenti, altrimenti i costi non reggerebbero il peso e l'urto di pochissimi atleti che li frequentano».
Insomma, sarà possibile tornare a nuotare tra non molto, ma dovranno essere messe in campo una serie di accortezze del tutto nuove, che però saranno necessarie per usufruire della piscina in assoluta sicurezza. Una delle misure di cui si sta parlando in questi giorni indicherebbe il numero massimo delle persone che dovrebbero occupare una corsia: si va da tre a cinque, ma si tratta - come detto - di supposizioni che dovranno poi tenere conto delle indicazioni da parte del ministero della Salute. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. —
ANDREA MASINI
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