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LA LEGGENDA DELL’ATLETICA  

Bolt, cyclette e quarantena in barca: «Presto sarò padre»

Bolt, cyclette e quarantena in barca: «Presto sarò padre»

«Diventare genitore nel mezzo della pandemia ti fa crescere Ho portato mia moglie a bordo, si sente più sicura. Tokyo 2021? Resto campione un anno in più»

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PARIGI

«Penso che le persone stiano realizzando in questo momento quanto sia importante lo sport, ma ciò che conta ora è guardare al 2021. Saranno tutti ancora più affamati, quando ricomincerà». Usain Bolt affida a L'Equipe le sue riflessioni sulla pandemia e il mondo che verrà quando questa emergenza sarà passata e lui diventerà padre, esperienza fondamentale nella vita di ogni uomo. «Diventare genitori nel mezzo di una pandemia ti fa pensare, ti fa crescere», e magari anche diventare più responsabile; così per far stare tranquilla la sua compagna «l'ho portata sulla mia barca, perché lì lei si sente meglio, visto che voleva stare al sicuro». Intanto la fame di sport, nel senso di pratica, la sente anche lui, che pur non gareggiando più non ha mai smesso del tutto di allenarsi (anche come calciatore) e ora è costretto a sfogarsi nella palestra di casa con lunghe pedalate alla cyclette (ne ha tre, una di fianco all'altra). Proprio lui, Bolt, che è stato la leggenda dello sprint, si ritrova ad arrangiarsi con un mezzo che non gli è proprio. «Ma almeno - scherza, ma in fondo un pò si consola - a causa di questa pandemia rimarrò campione olimpico in carica per un anno in più». Gli era anche arrivato, via social, l'invito di Novak Djokovic a sfidarlo in un esercizio di yoga ma aveva lasciato perdere: troppo difficile da ripetere, anche perché era previsto l'ausilio della compagna e lei in questo momento è in dolce attesa. Nostalgia della pista Bolt sembra non averne, dopo il ritiro successivo ai Mondiali di Londra 2017 che non avrebbe voluto disputare ma dove andò spinto dagli sponsor. Però è ovvio che qualcosa gli è rimasto dentro, e non è un caso che il giorno di Pasqua, per ricordare ai suoi connazionali di rispettare il distanziamento sociale ha postato, assieme agli auguri, una foto della sua vittoria nella finale olimpica dei 100 metri di Pechino. L'icona della Giamaica vinse con il primato mondiale di 9”69, e alle sue spalle si piazzarono, davvero a «distanza di sicurezza», Richard Thompson di Trinidad e Tobago e o statunitense Walter Dix. Scena rivista tante volte, basti pensare alla sfida per l'oro dei 200 di Rio, quando il “Lampo” si voltò per sorridere agli avversari. Ora la sua vita è soprattutto, oltre le attività benefiche, l'attesa di quel baby Bolt a cui fa spesso riferimento sui social, e anche per tornare alla vita di prima, per ora non possibile anche se in Giamaica la pandemia non ha numeri alti come altrove. Era fatta di mare e sole, mica ci sono solo gli impegni con gli sponsor, ma non è ancora arrivato il momento che il mondo ricominci a correre,magari come faceva il Lampo. —

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