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Il grido d’allarme dei pubblici esercizi
Brogi (Confesercenti): «Perdite tra il 70 e il 100%, in tanti rischiano di non riaprire. Voucher e turismo per il rilancio»
EMPOLI
Ferme da un mese e mezzo. E ancora oggi non c’è un futuro chiaro per le attività aperte al pubblico. Così A questo proposito la Fiepet Confesercenti (federazione esercizi pubblici e turistici), attraverso il presidente provinciale Franco Brogi, interviene con decisone per chiarire alcuni aspetti che riguardano anche l’Empolese Valdelsa.
«Ricevo quotidianamente molte telefonate da colleghi in grosse difficoltà e che temono per il futuro della propria azienda, dei dipendenti e non ultimo delle proprie famiglie. A loro va tutto il mio appoggio e quello del sistema Confesercenti. Purtroppo stiamo vivendo un momento di forte difficoltà – spiega – molti pubblici esercizi sono chiusi, mentre alcuni, più per garantire un servizio che per ritorno economico, stanno sperimentando il delivery. Le perdite si attestano tra il 70 ed il 100%. In mancanza di un intervento concreto saranno molte le attività che costrette a chiudere».
Da un’indagine condotta da Confesercenti nazionale emerge, infatti, che il 73% delle aziende ritiene “poco” o “per niente” adeguati i provvedimenti del Governo. «Quanto messo in campo non è sufficiente – commenta Brogi – i costi fissi non sono diminuiti e nessuno ha pensato ad un intervento sulle utenze, che per le nostre attività sono determinanti. Senza considerare la difficoltà nella gestione del personale. Serve un ragionamento più ampio. Quando ripartiremo non possiamo sapere che volumi di lavoro dovremo gestire, la reintroduzione di uno strumento come i voucher potrebbe aiutare».
Sulle riaperture, poi, pesano anche provvedimenti come la distanza interpersonale a 1,80m e sanificazione dei locali. «Bene che la Regione abbia chiarito. Sulla distanza interpersonale – continua Brogi – abbiamo sfiorato la catastrofe. In piena emergenza abbiamo utilizzato la distanza di un metro, non si capisce perché ora vada aumentata. Significa perdere il 70% dei coperti in un locale di medie dimensioni e non è sostenibile. Costi e tasse non diminuiscono».
In contemporanea alle valutazioni sulla riapertura Governo, livelli regionali, Comuni e associazioni di categoria sono impegnate anche in un ragionamento che punti ad un rilancio strategico del territorio che, nel caso dell’Empolese Valdelsa, risulta fortemente legato al turismo. «Dobbiamo prendere velocemente in mano la questione – conclude Brogi – magari con l’Osservatorio turistico di destinazione, che chiediamo venga convocato d’urgenza. È necessario pensare al futuro lavorando su due fasi: nella prima bisognerà capire come incentivare il turismo interno, nella seconda come farsi trovare pronti quando le persone potranno tornare a circolare liberamente». —
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