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«Giocare in sicurezza? Andiamo al centrosud» No a Milano e Bergamo

«Giocare in sicurezza? Andiamo al centrosud» No a Milano e Bergamo

L’idea è stata avanzata da Walter Ricciardi, consulente del ministero Genova, Firenze, Roma, Napoli e Cagliari sarebbero gli stadi prescelti 

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LA RIPARTENZA

Giocare, sì, ma solo al centrosud. Sotto la linea gotica, insomma. Poteva sembrare un’idea balzana, ma arrivando da uno dei componenti più ascoltati dello staff del ministero della salute il mondo del calcio sarà costretto a prenderla in considerazione.

Walter Ricciardi, già componente dell’OMS, l’ha detto in maniera abbastanza chiara: «Bisogna valutare lo scenario in due settimane, perché è il tempo di incubazione del virus, La situazione sta andando meglio in molte regioni italiane, ma non in tutte. In Lombardia c'è ancora uno scenario preoccupante, non si può dare un'indicazione generica. Ad inizio maggio potremo dare dei suggerimenti guardando la situazione, ma è ancora un mese a rischio, specialmente in alcune regioni, sarà ancora un periodo interlocutorio. Questo virus continuerà a circolare fino a quando non si troverà un vaccino e così come colpisce i cittadini, anche i calciatori e lo staff: bisogna tutelare tutti. Per il protocollo ci sono diverse ipotesi, è sicuramente finalizzato alla fine del campionato a cui tutti tengono molto". Proprio perché ci sono alcune regioni più colpite di altre, si ragiona ad uno spostamento degli eventi più a Sud: «'è un discorso geografico: l'Italia non è tutta uguale a livello di contagi. Al Centro-Sud non c'è stata quell'esplosione terribile del Nord. Ma la gente comunica e viaggia, in alcune parti del paese questo non si può ancora fare, ci sono zone dove ci sono ancora 100 e più morti al giorno. Differenziare le aree per livello di rischio è giusto, stiamo proponendo di giocare al Centro-Sud, perché non ha senso vietare attività dove ci sono 0 casi come la Basilicata. La Campania ha reagito molto bene, tempestivamente, la popolazione ha compreso bene la situazione ed ha reagito in tempo, preoccupa un po' di più la Puglia, ma relativamente». E dunque, cosa potrebbe accadere? Milano, Bergamo e Brescia sono le aree in cui, secondo questa idea, non si potrebbe giocare. E dunque potrebbero essere create delle zone ad hoc per la disputa delle partite (anche a porte chiuse): Genova, Firenze, Roma, Napoli, Lecce, Palermo, Cagliari sarebbero impianti in grado di accogliere la serie A. —

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