Il Tirreno

Sport

TENNIS E VIRUS 

L’allarme di Jack Draper: mi allenavo alla consolle e stavo rovinando il dritto

L’allarme di Jack Draper: mi allenavo alla consolle e stavo rovinando il dritto

2 MINUTI DI LETTURA





LONDRA

Il surrogato dello sport alla consolle non sarà mai come l'originale, e in qualche caso può anche far male. Almeno nel tennis, che sta vivendo come tutti la crisi da coronavirus, fronte soldi compreso, soprattutto se si guarda alla classifica dal posto numero 100 in giù. Dalla racchetta virtuale mette in guardia il diciottenne inglese Jack Draper, millennial di grandi speranze, considerato l'erede di Andy Murray. «Andateci piano con il gioco virtuale» ha raccontato il giovane tennista n.285 Atp, confessando che in tempi di quarantena aveva cercato di dirottare sulla Wii gli allenamenti. Ma ora ha smesso, ha spiegato, perché si stava rovinando. «Mi sono accorto che sul dritto la racchetta chiudeva il colpo con la vita non con la spalla. Inoltre cominciavo ad avere una postura non corretta». La stagione era tutta da vivere per il britannico, 191 cm di talento ancora in erba ma pronto a dire la sua anche a Wimbledon, dove avrebbe avuto la wild card tra i senior nel doppio, dopo aver brillato tra i giovani. Ma i guai per il tennis non finiscono: e se in Italia l'allarme sui conti è stato lanciato con la cig per i dipendenti Fit, per i giocatori fuori dalla top 100 il pareggio di bilancio appare in salita. Almeno stando a quanto dice il coach di Serena Williams, Patrick Mouratoglou. «I players classificati oltre il numero 100 del mondo fanno fatica a chiudere l'anno in pari - dice il tecnico su Instagram -. La maggior parte di loro deve trovare degli sponsor per competere a livello professionistico. A differenza dei giocatori di basket o di calcio, i tennisti non godono di uno stipendio annuale. Sono liberi professionisti. Si pagano i viaggi e il loro guadagno dipende da quante partite vincono. I top players si meritano al 100% tutto quello che guadagnano. Detto ciò, trovo vergognoso che il numero 100 in uno degli sport più popolari al mondo, seguito da un miliardo di fans, faccia fatica a portare a casa ogni anno una cifra che gli permetta di vivere di questo lavoro. Il tennis è uno degli sport con i più gravi problemi di iniquità sul piano economico in assoluto. Ma c'è la necessità assoluta che questi giocatori sopravvivano. Il tennis non può vivere solo con le élite. Il tour si atrofizzerebbe. È arrivato il momento di pensare a questi giocatori, usiamo questo momento di pausa delle gare pera discuterne». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web