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Pagnini: «Forse potremmo salvare la parte finale della stagione»
La campionessa pratese, ora telecronista e consulente per un’agenzia sportiva, teme che lo stop forzato possa provocare danni soprattutto alle società più deboli
PRATO. Alle Olimpiadi di Londra 2012 conquistò la medaglia di bronzo mentre a Rio de Janeiro (2016), da capitana delle Farfalle, arrivò un quarto posto che lasciò l’amaro in bocca. Ora Marta Pagnini non volteggia più sul palcoscenico della ginnastica ritmica ma, da dietro le quinte, è parte di questa espressione artistica. «Stiamo certamente vivendo un momento non facile: bisogna armarsi di pazienza e resistere. Nel frattempo però, serve già pensare al dopo. Perché è impossibile pensare che settimane e settimane di inattività non possano produrre effetti negativi sui club sportivi, oltre che sulle aziende».
Sempre in giro per seguire manifestazioni quando è scoppiata la pandemia eri negli States e hai dovuto faticare non poco per rientrare in Italia.
«C’era il rischio che rimandassero anche il volo che poi mi ha riportato a Roma, come già successo in precedenza – spiega la ventinovenne ex-ginnasta pratese – La situazione negli States è esplosa, la popolazione e le istituzioni hanno preso solo adesso piena coscienza del problema. Io, sapendo quel che mi raccontavano familiari ed amici rimasti fra Prato e Milano, avevo comunque già messo in atto tutte le precauzioni del caso. E appena ne ho avuto l’occasione ho deciso di tornare».
Quando tornerai a Prato?
«Sono in Toscana e approfitto di questo periodo di sosta forzata per pianificare i prossimi impegni – dice l’ex atleta della Ginnastica Etruria – ora lavoro come telecronista e consulente in un’agenzia di comunicazione sportiva quindi molto dipenderà da quanto tempo dovremo rimanere senza attività».
C’è la possibilità che la stagione possa terminare in anticipo?
«È una possibilità da non escludere, per quanto la differenza di calendario fra la ginnastica e le altre discipline, che hanno già annunciato la conclusione dell’attività, potrebbe rappresentare un vantaggio – spiega Pagnini – A determinate condizioni, ovviamente tenendo conto di tanti fattori facilmente intuibili, si potrebbe ancora salvare la 2 ª parte della stagione».
Il primo appuntamento potrebbe essere quello di giugno a Pesaro con la World Cup?
«Uno scenario da scongiurare – chiosa – anche se adesso è purtroppo prematuro lanciarsi in previsioni, in quanto l’attenzione generale è logicamente focalizzata sul contrasto alla pandemia».
Le olimpiadi di Tokyo sono state traslate di un anno, le società sono tutte ferme cosa è necessario ora per ripartire?
«Il comitato olimpico ha fatto bene a posticipare le Olimpiadi di un anno. Le istituzioni devono trovare il modo di sostenere economicamente le società sportive, specie quelle discipline che non possono di per sè contare su introiti consistenti. Lo stop forzato rischia di far pagare a caro prezzo soprattutto chi è meno forte come le società di ginnastica». –
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