Italia
Ma il presidente Infantino è chiaro: «Se ci sono rischi non si può ripartire»
ZURIGO
«Non si può mettere in pericolo la vita umana per una partita, una competizione o un campionato. Tutti dovrebbero tenerlo a mente. Quindi sarebbe da irresponsabili riavviare l'attività se la situazione non è sicura al 100%. Se bisognerà aspettare ancora un po’, dobbiamo farlo. È molto meglio aspettare un po’ di più che correre dei rischi».
Più chiaro di così il presidente italo-svizzero della Fifa Gianni Infantino non avrebbe potuto essere, e ora c'è da chiedersi se davvero la stagione calcistica interrotta dalla pandemia del Covid-19 potrà riprendere.
Tutte le maggiori leghe, e federazioni, hanno fatto saper di voler concludere i rispettivi campionati, ma si continua a navigare a vista, perché soltanto gli esperti, quindi i virologi e i gli altri medici, potranno prendere la giusta decisione.
Intanto il mondo del pallone s'interroga sul futuro, e sulla crisi economica che verrà, specialmente se con lo stop definitivo dei campionati le televisioni dovessero decidere di non pagare le rate che ancora non hanno versato.
Ecco allora che la Fifa ha pensato anche a questo, con quella orta di “piano Marshall” per il calcio che Infantino aveva anticipato qualche giorno fa.
La Fifa non lascerà nessuno solo, ha sottolineato oggi il presidente dell'ente mondiale, perché «grazie al lavoro che stiamo facendo, ci troviamo in una situazione finanziaria molto solida. La Fifa ha una buona reputazione sui mercati finanziari: non sono soldi della Fifa, ma sono soldi di proprietà del calcio».
Rimangono da individuare con precisione i criteri con cui questo denaro verrà distribuito ma nessuna delle 211 federazioni verrà abbandonata al proprio destino. Ecco quindi che «insieme troveremo una soluzione, in nessun momento qualcuno rimarrà solo - ribadisce Infantino – e tutti sapranno dove andranno a finire questi soldi».
Particolare quest'ultimo da non sottovalutare, visti gli scandali del passato, quando al vertice della Fifa c'erano altri personaggi.
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