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Anche Lebron si convince «Porte chiuse o sede unica, a me basta giocare...»
NEW YORK
L'impazienza di tornare in campo, la voglia di normalità. Lebron James, star della Nba, è pronto a giocare anche a porte chiuse, pur di riprendere in mano il pallone. D'altra parte -parole sue- «sarebbe molto duro chiudere qui la stagione». In videoconferenza, non usa giri di parole il re del basket mondiale e dei Los Angeles Lakers per esprimere il suo stato d'animo. E gli mancano ancora di più in una stagione per lui fin qui prodigiosa: una girandola di punti personali e una impressionante sequenza di vittorie con i suoi Lakers, formazione dominatrice della Western Conference e già con la testa alle finals. Ma la pandemia da coronavirus ha interrotto il sogno, bloccato il giocattolo e rinviato tutto chissà a quando. Dall'11 marzo, giorno in cui il campionato fu fermato dopo che Rudy Gobert fu trovato positivo al covid-19, la Nba è precipitata nell'incertezza. «Se la stagione non potesse essere salvata sarebbe dura da accettare, è qualcosa che non è mai successa prima» ha detto Lebron, aggiungendo che «se la soluzione sarà giocare in una sola città, isolati da tutto e tutti, a Las Vegas o da qualche altra parte, dove possiamo essere al sicuro, troviamo il modo di farlo succedere». —
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