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Cinghiali e caprioli nelle strade che sono rimaste senz’auto
Numerosi gli avvistamenti di persone che si sono imbattute con gli ungulati Continuano i controlli della Polizia provinciale
EMPOLI
Quando l'uomo non c'è... gli ungulati ballano. Parafrasando un detto popolare, pare proprio che nella zona dell'Empolese Valdelsa come in altre parti della Toscana ci sia stata una specie di “rivincita” di cinghiali e caprioli che, vedendo meno persone spostarsi in giro e approfittando dello stop agli abbattimenti, si sono presentati sulle strade del territorio spostandosi oltre il loro habitat boschivo naturale, alla ricerca di cibo. Alcuni cittadini lo hanno segnalato a “Il Tirreno”, spiegando di essersi imbattuti in alcuni di questi animali durante il loro tragitto per motivi di lavoro, come ha detto per telefono anche un'operatrice ospedaliera che ogni giorno si reca a Firenze. Le guardie volontarie e la polizia provinciale della Metrocittà, che dalla ex Provincia ha mantenuto le deleghe per quanto riguarda la parte venatoria, hanno effettuato fino a circa venti giorni fa le consuete attività di controllo e di contenimento, per poi interromperle non rientrando, nei canoni governativi, in quelle azioni “non differibili”. A ogni modo, al momento non si hanno notizie di incidenti o di particolari problemi sul territorio. «In ogni caso – spiega Roberto Galeotti, comandante della polizia provinciale di Firenze – il nostro corpo garantisce anche in questo periodo la risoluzione di problemi di pubblica sicurezza come per esempio quando dei cinghiali entrano nei giardini delle abitazioni o in terreni privati, controllando quotidianamente le trappole che abbiamo sul territorio di nostra competenza. Nell'Empolese Valdelsa al momento non ne abbiamo installate perché non ci sono state segnalate situazioni di pericolo, mentre sono presenti a Settignano, nelle immediate vicinanze di piazzale Michelangelo a Firenze e nella zona di Careggi». In questo periodo la polizia provinciale supporta gli altri corpi del territorio nei controlli dedicati all'attuazione del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministeri legato all'emergenza Coronavirus. «Una pattuglia al giorno si occupa di polizia venatoria e del controllo delle trappole già citate – prosegue il comandante Galeotti – mentre le altre quattro sono in giro per verificare gli spostamenti e le autocertificazioni. Ogni giorno inviamo un pattuglia nel Mugello e una nell'Empolese Valdelsa. In particolare non andiamo a presidiare la zona di Empoli, dove sono presenti già le forze dell'ordine del posto, ma le aree più periferiche, in cui magari serve più aiuto dal punto di vista numerico. Il riscontro attuale è che comunque le persone stiano recependo quanto viene loro richiesto». —
Daniele Dei
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