Il presidio
«Se non si riparte entro maggio molti dilettanti rischiano la carriera»
Stefano Fiori
Gabriele Balducci ha percorsotte le strade che portano al ciclismo. Una sorta di piccolo cannibale nelle categorie minori, dove ha vinto molto e di qualità anche grazie al suo mentore, concittadino e diesse Marcello Massini. L'approdo al professionismo data 1997 e subito arrivò una bella vittoria nella Alassio Cup, gara perfetta per esaltare le sue ottime doti di passista, 12 sono state le annate trascorse nella massima categoria del ciclismo, contraddistinte da 14 vittorie tra cui spicca , al Giro d'Italia, la tappa di Pinerolo. Appesa la bici al chiodo, Balducci iniziò la collaborazione con l'intramontabile amico Marcello Massini al Team Idea Shoes MCS, prima di passare al GS Mastromarco-Chianti Sensi come direttore sportivo insieme al suo allievo Alberto Bettiol e questa è ormai storia attuale.
Come trascorri questa quarantena?
A casa, con mia moglie Romina, a Santa Maria a Monte; uso molto il computer e mi sento spesso con corridori ed amici, incluso Marcello Massini che ha...attaccato l'ammiraglia al chiodo proprio quest'anno.
Come puoi gestire i tuoi atleti della Mastromarco a distanza?
Semplice, mi consulto con alcuni preparatori e poi invio ai ragazzi le tabelle per gli allenamenti. Ho approntato dei programmi settimanali con esercizi diversi ogni giorno, tra palestra fitbull, corpo libero e rulli. Controllo con attenzione i minuti e l'intensità del lavoro svolto, ma non dev'essere superato da ognuno il limite orario di un'ora e mezzo al giorno.
Ora però non sappiamo se le gare potranno riprendere, tu cosa ne dici?
Sono angosciato per i miei atleti del quarto anno tra i dilettanti, se la stagione viene annullata non avranno prospettive per il futuro. Personalmente sono convinto che se non ripartiamo entro fine maggio il 2020 del ciclismo dilettantistico sarà da considerarsi chiuso.
E questo maledetto coronavirus?
Non credo che, se anche i contagi e le morti diminuiranno, la partita potrà considerarsi vinta. Serve un vaccino, ma i tempi sembrano ancora lunghi per averlo. Nei giorni scorsi ho telefonato a Luciano Rui, un amico, veneto, diesse della squadra dilettantistica più forte d'Italia, la Zalf. Ebbene l'ha scampata bella perché il coronavirus lo aveva infettato, ora è in convalescenza ma mi ha detto che ha vissuto un calvario terribile.
E questi ciclisti che ancora viaggiano sulle strade?
I cicloamatori che sfidano i decreti anno del male a loro stessi e soprattutto agli agonisti come noi, creando un clima ostile verso i ciclisti che potremmo scontare in futuro. —
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