Gravina cambia la C Un torneo principale con 20 club d’élite Le altre al piano di sotto
«Il campionato a tre livelli non funziona più, è il momento di una rivoluzione culturale» Ghirelli: venerdì l’assemblea per discutere delle riforme
FIRENZE
«Conosco benissimo la realtà della serie C, in passato ne sono stato presidente, sono stato anche presidente di un club di Serie C per anni. Oggi le difficoltà di questo livello del nostro calcio sono di sistema, la Serie C soffre tanto, dobbiamo cogliere l'occasione per fare una rivoluzione culturale, un nuovo approccio nell'ambito della gestione.
Le mie proposte le ho già avanzate, ci stiamo confrontando. La Serie C a tre livelli non va più bene». Lo dice il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che ieri è tornato a parlare di riforme.
A mio avviso bisogna tornare a un'eccellenza di Serie C di venti squadre e poi le rrestanti quaranta squadre di un'altra serie semi-professionistica -aggiunge il numero uno del calcio italiano-. Per individuare le squadre che devono far parte di una C d'elite basta seguire la classifica, ci sono società che arrivano prima delle altre. Queste decisioni dipendono dalla Lega Pro, il presidente Ghirelli già conosce questa proposta ed è favorevole, ma dipende dalle società» «Il presidente Gravina fa bene a sollecitare le riforme - è la replica di Ghirelli - i miei tempi sono questi: il 3 aprile ho convocato l'assemblea per discutere le misure (esogene ed endogene) che occorre prendere per governare la fase di emergenza e provare a mettere la nave Lega Pro in linea di galleggiamento, questa è la priorità nostra ed è la stessa che vive il Paese intero». sarà una lunga estate anche per la terza serie del nostro movimento calcistico. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
