Mungai: «Ora ho più tempo per recuperare dagli infortuni»
L’atleta pistoiese era in lista fra gli azzurri per partecipare alle Olimpiadi in Giappone e stava cercando la qualificazione pur fra tanti acciacchi fisici
PISTOIA. L'annuncio ufficiale del Cio di rinviare al 2021 le Olimpiadi di Tokyo ha messo fine alle incertezze delle migliaia di atleti sparsi per il globo ancora impegnati nelle gare di qualifica per la rassegna a cinque cerchi. Non fa eccezione Nicholas Mungai, che avrebbe dovuto salire sul tatami a Ekaterinburg insieme ai propri compagni azzurri per giocarsi una medaglia nel Grand Slam 2020 di judo. La manifestazione russa rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti per gli atleti di tutto il mondo e il ventiseienne judoka pistoiese, prima dell'isolamento forzato per la pandemia di covid-19, si era trovato a preparare la trasferta in un contesto di emergenza per l'ennesimo contrattempo fisico, il terzo in pochi mesi. Il cambio di orizzonte, se non altro, permetterà a lui e agli altri atleti della nazionale guidata da Francesco Bruyere di reimpostare gli allenamenti con la dovuta calma. «Il rinvio era inevitabile - commenta Mungai pochi minuti dopo la notizia dello spostamento al 2021 - hanno fatto bene a sciogliere gli indugi adesso senza aspettare oltre. Così a caldo, sinceramente, non so nemmeno cosa pensare. Sono combattuto, perché è evidente che tutta questa situazione mi dà modo di recuperare al 100% dall'infortunio ma allo stesso tempo mi rendo conto che a livello di squadra dovrà essere ripensata tutta la programmazione degli allenamenti. Tutto questo metterà alla prova gli staff tecnici delle varie federazioni - continua - saranno premiati quelli che meglio degli altri riusciranno a riorganizzare il lavoro in funzione del rinvio di un anno». Prima della nuova pianificazione, tuttavia, le federazioni internazionali dovranno esprimersi per fare chiarezza a proposito dei meccanismi di qualificazione, un interrogativo per il quale tutti gli atleti si attendono una risposta in tempi stretti. «Ci sono varie opzioni - spiega l'atleta pistoiese - la IJF potrebbe decidere di congelare le classifiche ad oggi e farle valere per la qualificazione. Oppure potrebbero attendere le condizioni per tornare a gareggiare e far disputare le cinque gare rimanenti, ma niente vieta che decidano di prolungare fino a maggio del 2021 aggiungendo così un anno di gare. Non resta che aspettare». Nel primo caso Nicholas potrebbe già esultare per un posto a Tokyo: secondo il ranking attuale, Mungai occupa una posizione che lo vedrebbe inserito nella quota continentale, una sorta di ripescaggio post qualificazione che prevede l'assegnazione di un ulteriore posto per ogni nazione. Ma l'ex Kodokan non ha dubbi: «Se dovessi scegliere tra qualificarmi subito o avere l'opportunità di tornare a battermi per ottenere il pass normalmente, opterei per la seconda. Sono convinto che se riuscissi a tornare ad esprimermi sui miei livelli, ovvero quelli prima dei vari infortuni, non avrei problemi a risalire la graduatoria. Inoltre - aggiunge Mungai - se ci riuscissi si libererebbe un posto per un altro italiano». Nell'attesa, Nicholas cerca di tenersi in forma nella sua casa di Torino dove trascorre questo periodo di isolamento forzato insieme alla sua ragazza tra sedute di allenamento e videochat con famiglia e amici. «Fino a oggi (ieri ndr) io e gli altri ragazzi della nazionale abbiamo vissuto questa situazione in totale incertezza - racconta - uno scenario al quale non eravamo abituati. Ci sentiamo tutti i giorni, ognuno di noi cerca di allenarsi in casa con i mezzi che ha e nella maniera migliore possibile. Personalmente mi alleno a casa utilizzando elastici, bottiglie, taniche d'acqua e piccoli sovraccarichi in modo da essere pronto a ripartire in qualsiasi momento». —
giacomo carobbi .
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