Meteo
L’abbraccio di Coulibaly (che ora gioca in Tunisia) agli amici della Pistoiese
PISTOIA. «Pistoia, resisti». Due parole semplici ma che scaldano il cuore, quelle pronunciate da Souleymane Coulibaly. Un giocatore che non avrà lasciato il segno a suon di gol (due le marcature in 25 presenze con la maglia della Pistoiese nella stagione 2014-15, nel primo anno del ritorno degli arancioni in Serie C), ma capace di conquistare i tifosi - che gli dedicarono lo scherzoso coro "Coulibaly, portaci in Champions League" - con la sua generosità in campo e la sua spontaneità fuori. «Ricordo con piacere l'esperienza in orange - ha raccontato l'attaccante ivoriano classe 1994, a segno anche nel derby di Coppa Italia contro il Prato poi perso ai calci di rigore - in quella stagione c'era tanto entusiasmo e l'ambiente mi affascinava. Per questo voglio mandare un grandissimo abbraccio a tutti gli sportivi arancioni in questo momento difficile». Ma l'emergenza coronavirus è arrivata anche in Tunisia e lo stesso Coulibaly, che in questa stagione veste la casacca dell'Etoile Sportive du Sahel (squadra della città di Susa militante nella massima serie tunisina), deve fare i conti con la quarantena: «Non possiamo fare altro che restare a casa e, per quanto mi riguarda, cercare di tenermi in forma il più possibile - ha commentato - dobbiamo cercare tutti di fare la nostra parte, in qualsiasi parte del mondo, per contenere l'espansione del virus e per tutelare la salute della collettività». Acquistato dal Tottenham dopo aver vinto il titolo di capocannoniere nel mondiale Under 17, Coulibaly arrivò alla Pistoiese dopo aver vestito la casacca del Grosseto in B e quella del Siena ai tempi del campionato primavera. Troppe le aspettative su di lui in Italia, così è andato a cercar fortuna altrove: prima il ritorno in Inghilterra (Peterborough e Newport), poi la Scozia e la sua finora miglior stagione tra i professionisti, con le 8 reti segnate (tra cui una al mitico Celtic Park contro i biancoverdi locali) in 21 presenze con la maglia del Kilmarnock. Infine il ritorno nella sua Africa, sebbene a latitudini diverse: nel 2016-17 vinse da comprimario campionato e coppa d'Egitto con l'Al Ahly, adesso gioca in Tunisia nell'ESS. «Sono molto legato all'Italia e mi auguro che tutti i cittadini colpiti possano guarire velocemente - ha concluso Coulibaly - le mie preghiere vanno a loro, a chi non ce l'ha fatta e soprattutto a medici e infermieri: insieme siamo più forti». Tornando all'attualità, è attesa nei prossimi giorni la comunicazione da parte della società dell'ulteriore slittamento della ripresa degli allenamenti: si aspetta il prossimo Dpcm per capire come muoversi, ma è lapalissiano che il 3 aprile la squadra non potrà tornare a svolgere il lavoro collettivo. Quello che invece ci sarà il 3 aprile è l'Assemblea dei club di Lega Pro in videoconferenza per decidere cosa fare per la stagione in corso e i sacrifici da intraprendere coi calciatori. —
Alessandro Benigni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
