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l’emergenza coronavirus 

La Federugby ha detto stop e niente scudetti

Niccolò Tempestini e Alessandro Benigni
La Federugby ha detto stop e niente scudetti

Cavalieri Union Prato, Gispi Tigers e Orsi Pistoia hanno accolto con rassegnazione la fine inedita dei campionati

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PRATO. Il rugby italiano alza bandiera bianca. Anticipatamente ad ogni altra federazione o comunicazione ufficiale del Ministero dello sport, ancora prima che nuove misure preventive prorogassero lo stop imposto a tutti i campionati sportivi nazionali fino al 3 aprile, la Federazione italiana ha deciso che la stagione 2019/20 è conclusa. Poche speranze quindi per le alte sfere federali per una conclusione a breve dell’emergenza ed un ritorno in campo nella stagione che si sarebbe dovuta concludere tra novantatrè giorni, troppi pochi per i restanti turni di campionato, meno di dieci partite. La decisione è stata presa giovedì pomeriggio, mentre l’ufficialità è slittata di qualche ora per una riflessione ulteriore al fine di garantire una situazione equa e garantista. Nessuno scudetto assegnato, niente retrocessioni e congelamento della classifica senza promozioni e retrocessioni. La maggioranza dei club sembra condividere ed accettare senza polemiche la decisione, molte società hanno già liberato i propri giocatori sotto contratto, fatto rientrare gli stranieri in patria e da giorni sono impegnati a cercare di far quadrare i bilanci, poche le realtà che avendo investito per una promozione nella categoria superiore si trovano adesso a dover gestire anche l’amarezza di non poter raggiungere un traguardo ambito ed in qualche caso distante solo la matematica certezza. Francesco Fusi, presidente dei Cavalieri Union Prato Sesto attualmente settima in classifica nel girone 3 di serie A commenta: «È una decisione che attendevamo, ci sono cose più importanti di un risultato sportivo. Continueremo a tenere attivi i nostri atleti nelle modalità possibili, adesso non è tempo di bilanci o commenti, dobbiamo pensare alla salute nostra e del prossimo». Anche per i Gispi Tigers finisce il campionato, la prima stagione in serie C nazionale, Claudio Seghi Rospigliosi, team manager delle tigri dichiara al proposito della fine della stagione: «Era una ipotesi che circolava con sempre più insistenza. Dispiace, ma adesso sono altre le priorità, i Tigers aspettano il via libera per tornare in campo a giocare a rugby, che ci sia il campionato o meno per noi l’importante è divertirsi giocando a rugby».

Dunque finisce pure la stagione del Rugby Pistoia, impegnato nel campionato di Serie C regionale. Un'annata di transizione chiusasi anzitempo per gli Orsi, che adesso avranno tutto il tempo di programmare il futuro: «È stata senz'altro una scelta di buonsenso, direi quasi obbligata - ha commentato l'allenatore Lorenzo Vannini - in primo luogo per tutelare la salute di tutti e in secondo luogo perché materialmente non ci sarebbero stati i tempi per la riorganizzazione dei campionati. Mi auguro comunque di poter tornare presto in campo - ha concluso il tecnico biancorosso - perché prima del fattore agonistico mi preme sottolineare quanto lo sport sia fondamentale a livello sociale».

«La decisione era già nell'aria da tempo e nel nostro piccolo condividiamo le idee che hanno portato a questa scelta senza precedenti nella storia della palla ovale - ha rimarcato il presidente del Rugby Pistoia, Lorenzo Neri - Siamo ovviamente tristi di non poter concludere la stagione della prima squadra, così come di non poter portare i nostri ragazzi e bambini in giro per la Toscana con i nostri colori, tuttavia è fondamentale tutelare la salute e il futuro dei giocatori di ogni età e livello, delle loro famiglie e della comunità. Allo stesso modo - ha aggiunto - spetta alla Federazione come anche alle società mostrare come il nostro sport risponda solidalmente e con etica alle condizioni complessive del Paese. Per quanto riguarda la prima squadra l'annullamento del campionato non ci danneggia troppo in termini di classifica o di risultati - ha analizzato - poiché a seguito di precise scelte tecniche quest'anno non occupavamo posizioni di vertice e veleggiavamo tranquillamente a metà graduatoria. Piuttosto non poter disputare gli ultimi match ci rammarica perché la coda di questo campionato poteva essere un efficace banco di prova per il nuovo gioco che stiamo sperimentando e che sarà alla base della prossima stagione sportiva.

Adesso la grande sfida sarà mantenere alta l'attenzione - ha concluso Neri - perché senza gli stimoli della competizione è difficile mantenere la motivazione per allenarsi con efficacia». —
 

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