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L’8 marzo è festa della Signora il regalo è un gioiello di Dybala

Alessandro Bernini
L’8 marzo è festa della Signora il regalo è un gioiello di Dybala

Inter spenta e incapace di reagire dopo la rete del vantaggio di Ramsey, in 10 minuti la Juventus chiude il conto

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L’8 marzo non poteva che essere il giorno della Signora. Che esce dal letargo e affonda il suo ex amico Conte: adesso per l’Inter si mette male, là davanti Juve e Lazio scappano e il distacco inizia ad essere importante.

Juve non bellissima ma terribilmente cinica come non le succedeva da tempo. Micidiale l’uno-due nel secondo tempo, due lampi nel giro di 10 minuti che in pratica hanno chiuso il match, lasciando l’Inter a ruminare gioco. Stadio vuoto e polemiche hanno per assurdo caricato ancora di più la Juventus. Che ha trovato un buon Ramsey in mezzo al campo, una difesa solida e affidabile, un Ronaldo magari non brillantissimo ma sempre nel vivo del gioco. E poi, quando ti puoi permettere di far uscite dalla panchina uno come Dybala, beh, dei grossi vantaggi ci sono. L’ha capito anche l’Inter.

Già, l’Inter: davvero deludente. Soprattutto è stata inquietante la non-reazione dopo la rete del vantaggio di Ramsey. Lì ci si aspettava un assalto dell’Inter, quantomeno la capacità di schiacciare un po’ la Juventus. Niente di tutto questo. Merito della Juventus di aver chiuso ogni spiraglio all’avversario, ma di certo Brozovic e compagni ci hanno messo molto del loro.

E se Sarri ha avuto risposte importanti sia dal modulo che dai cambi, Conte dovrà pensare adesso se insistere ancora su questo 3-5-2 che diventa completamente innocuo se là davanti Lukaku e Martinez sono entrambi in serata-no. Anche a livello di personalità l’Inter ha deluso, perché non è riuscita neanche a far tremare un po’ la Juventus quando c’era da rimontare lo svantaggio.

Non è stato uno spettacolo memorabile. Ma si è capito presto. Forse già dalla lettura delle formazioni, quando si vede che Sarri ha fatto fuori Dybala e Pjanic mettendo più muscoli che fantasia. E in effetti la partita è subito macchinosa, anche se la Juventus spaventa Handanovic prima con un colpo di testa di De Ligt e poi con un destro di Matuidi. L’Inter comunque non sembra in sofferenza, piuttosto gioca benino fino alla trequarti ma poi non trova sbocchi negli ultimi metri anche perché Lukaku e Martinez non si trovano granchè. L’unico guizzo nerazzurro nel primo tempo è un bel destro di Brozovic che Szczesny devia in tuffo.

A sorpresa la Juve passa a inizio ripresa (10’) proprio nel momento in cui la pressione dell’Inter si faceva sentire. Molto bravo Matuidi che si inserisce da dietro e mette al centro dove il più rapido è Ramsey che anticipa Ronaldo e infila Handanovic sfruttando anche un lieve tocco della palla di De Vrij.

Nonostante il vantaggio, Sarri dà un segnale importante: toglie Douglas Costa e mette dentro Dybala rendendo ancora più offensiva la Juve. Ed è proprio Dybala che al 20’ dà il via all’azione e la conclude dribblando Young e firmando il 2-0 con un delizioso tocco d’esterno.

In 10 minuti in pratica la Juve apre e chiude la partita. Anche perché l’Inter continua nel suo gioco statico, senza guizzi. Conte prova a mettere dentro Eriksen al posto di Barella ma la partita non cambia di una virgola e Szczesny continua a guardare la partita senza rischi. addirittura Conte un Lukaku completamente fuori partita e inserisce Sanchez, anche in questo caso senza nessun effetto benefico.

Gli ultimi minuti diventa no così una lenta e poco avvincente marcia verso il the-end. Poco avvincente soprattutto per colpa dell’Inter che resta innocua. La Juve gestisce, festeggia e va alla cassa. Aspettando adesso di capire cosa succederà al calcio italiano. —

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