Il presidio
Chiuderà le porte anche il basket Nba? Lebron: senza tifosi io non voglio giocare
Tennis, niente raccattapalle al torneo di Indian Wells La motogp sempre più nel caos: ora rischia anche il Gp del Texas dopo la cancellazione del Vietnam
NEW YORK. Anche il mondo dello sport fa i conti con il contagio da coronavirus e si trova spiazzato, ad ogni latitudine. Nel tennis, gli organizzatori di Indian Wells (11-22 marzo) hanno annunciato che raccattapalle e volontari indosseranno i guanti, mentre gli asciugamani potranno essere toccati solo dai tennisti. Questi ultimi non potranno più lanciarli e riprenderli a comando, ma dovranno fare da soli. Dopo l'Europa (che ha già perso importanti gare ciclistiche, come la Tirreno-Adriatico e la Milano-Sanremo, oltre a diverse partite del Sei Nazioni di rugby, a prove di Coppa del mondo di sci alpino), ora sono gli Stati Uniti a dover fronteggiare l'avanzata del coronavirus. La National basketball association (Nba) ha avvertito le sue 30 squadre che potrebbe essere necessario ricorrere alle porte chiuse, escludendo anche i giornalisti. Eventualità subito bollata come "impossibile" da LeBron James, mito planetario della pallacanestro. "Se entro sul parquet e non ci sono spettatori, non gioco. Io vado in campo per i miei compagni, manche per loro" è stato il commento della superstar dei Los Angeles Lakers.
Dopo aver causato la cancellazione della gara della MotoGp in Qatar ed il rinvio della tappa del motomondiale in Thailandia, il coronavirus ora mette in dubbio il Gp delle Americhe, in programma domenica 5 aprile ad Austin (Texas). La municipalità ha infatti dichiarato lo "stato d'emergenza locale". Non saranno permessi "eventi con 2.500 o più persone - si legge in una nota - almeno finché gli organizzatori non siano in grado di assicurare all'Autorità sanitaria di Austin che sono stati adottate tutte le misure per arginare il diffondersi della malattia». —
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