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i provvedimenti contro il coronavirus 

Serie A, l’idea di misure più lievi «Prima la salute, ma si riparte»

Serie A, l’idea di misure più lievi «Prima la salute, ma si riparte»

Il ministro Spadafora propone al governo un piano per non fermare il calcio Malagò: «In Giappone partite ed eventi rinviati per 15 giorni, pensiamoci»

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ROMA. «Far ripartire lo sport garantendo la salute. Questo è il mio obiettivo», scrive Vincenzo Spadafora, in un post su Facebook, a cui allaga una foto dell’incontro con le componenti del calcio. «Ho incontrato i vertici del calcio italiano e il presidente del Coni. Tutti hanno dimostrato grande responsabilità. Abbiamo parlato a lungo e sulla base di quanto ci siamo detti proporrò al consiglio dei ministri misure specifiche dedicate al mondo sportivo e allo svolgimento dello competizioni».

Allentare la morsa e riaprire gli stadi dalla prossima settimana o invece continuare a mantenere alta l’attenzione nella zona rossa? Il mondo dello sport, con il calcio in prima fila, riunito dal presidente federale Gravina, si interroga e attende di conoscere le ultime novità per contrastare l’emergenza coronavirus, anche se appare difficile un dietrofront immediato.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e i rappresentanti del calcio ne hanno discusso col ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, prima del Cdm in corso in serata che affronterà nuovamente il tema. “Potenzialmente ci potrebbero essere novità” già per gli impegni sportivi programmati nel weekend, ha spiegato Malagò al termine del faccia a faccia col ministro.

Spadafora ieri ha proposto al governo misure specifiche sulla base delle valutazioni emerse nel corso degli incontri avuti con lui e con i rappresentanti di Figc, Serie A, Serie B, Lega Pro, Dilettanti, associazioni calciatori e arbitri.

«Se tra cinque, sette, dieci giorni la cosa si andrà risolvendo allora si potrà cominciare a programmare un nuovo inizio. In Giappone, ad esempio, il premier ha invitato a rinviare tutti gli eventi non indifferibili, di sport e altro, per 15 giorni. Mi sembra una proposta condivisibile. Certo se poi le cose dovessero prolungarsi il problema si farebbe serio – ha poi aggiunto Malagò, ospite di Zona Rossa su La7 – Ci si trova a dover decidere in una situazione complessa e tutto quanto si è fatto finora ha seguito un’idea in assenza di elementi certi sulla fine dell’emergenza. Ora si pensa che questo tipo di ragionamento nel giro di poco si possa fare, diciamo entro una decina di giorni» .

Per quanto riguarda la Seria A, allo stato attuale sono cinque le partite della 7/a giornata di ritorno che si giocheranno a porte chiuse. Niente pubblico nella sfida scudetto Juventus-Inter, e poi spalti deserti anche in Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e Udinese-Fiorentina. Su quest’ultima sfida si è espresso il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, chiedendo in una lettera trasmessa a Spadafora un rinvio ad altra data con l’obiettivo di poter permettere ai tifosi l’ingresso allo stadio senza restrizioni ed evitando così una penalizzazione derivante da un mancato introito. Quello economico non è però l’unico versante che preoccupa.

C’è anche il danno di immagine legato a uno spettacolo che va avanti senza pubblico. Giocare Juventus-Inter, «una sfida fantastica, come Real-Barcellona, senza tifosi, sarà strano, non è bello, ma la salute è fondamentale», ha sottolineato ad esempio Cristiano Ronaldo. —

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