Che cuore Fiorentina: pareggio in dieci Gli sprechi del Milan nella notte di Pioli
Rossoneri avanti con Rebic e in vantaggio numerico: non basta Finale viola: Cutrone si guadagna il rigore, Pulgar non sbaglia
FIRENZE. Stefano Pioli avrebbe voluto vincere dovinque, ma non a casa sua. E alla fine questo pareggioscaturito dalla sfida del Franchi, sotto sotto, non l’avrà fatto troppo arrabbiare, anche se il suo Milan ha gettato via due punti, con un uomo in più e un vantaggio di un gol. E pensare che tutto si era messo nel migliore dei modi: i rossoneri hanno trovato l’uomo-gol che aspettavano, Ante Rebic, al settimo squilloi stagionale, una difesa tornata solida, un centrocampo di lotta e di governo e un totem come Ibra, al solito condizionante. La Fiorentina invece ha avuto la forza di venire a capo di una situazione quasi disperata, nonostante Chiesa e Vlahovic imbottigliati e soprattutto troppe, e gravi, amnesie difensive. Poi Iachini ha trovato la mossa giusta con la rabbia dell’ex Cutrone, che si è guadagnato il rigore al crepuscolo del match.
Come battono i trentamila cuori del Franchi quando appare sul campo Stefano Pioli. Il tecnico del Milan, ex viola, è stato accolto con cori e applausi dal pubblico di casa, compresi i sostenitori della curva Fiesole. Lo stesso Pioli, che su braccio sinistro porta tatuate le iniziali di Davide Astori, ha subito abbracciato i suoi ex portieri Dragoskwi e Terracciano. In Fiesole poi è spuntato lo striscione: «Uomo vero e grande condottiero, Stefano per sempre uno di noi». E quando al minuto 13 è partito dai tifosi viola il coro dedicato ad Astori Pioli si è unito agli applausi di tutto lo stadio. Pioli conosce a menadito il 3-5-2 viola, di cui è stato architetto, e con Hernandez e Conti sbarra le corsie esterne a Lirola e Dalbert, lasciando Rebic molto largo a sinistra. Iachini, dal canto suo, affianca Pulgar con Duncan e manda Castrovilli a inventare a ridosso delle due punte. Subito Milenkovic che dopo un coast to coast impegna Donnarumma, e subito dopo il portierone si fa scippare la palla da Chiesa che assiste Castrovilli, destro altissimo. Al 17’ si fa vedere il Milan, con un cross di Castillejo che premia l’inserimento di Rebic, ma il colpo di testa ravvicinato non è molto convinto e Dragowski ci mette una pezza. Al 33’ il Franchi si ammutolisce davanti al capolavoro di Ibra che recupera palla al limite, supera due avversari e batte Dragowski: tutto bellissimo, ma il Var certifica il tocco di mano dello svedese. Buonissima la partenza dei rossoneri anche nella riptesa: al 51’ Ibra recupera la palla a sinistra e vede un corridoio per Bennacer che sbaglia il destro dal limite dell’area. Pioli però deve rinunciare a Donnarumma acciaccato, spazio per il debutto di Begovic. Al 56’ arriva la svolta: erroraccio di Caceres in area che appoggia di petto per Pezzella che non se l’aspetta: occasione troppo ghiotta per Rebic che la mette dentro da dieci metri. Al 60’ taglio profondo di Hernandez per Ibra, abbattuto da Dalbert: per il Var è fallo da ultimo uomo, Calvarese mostra il rosso all’esterno brasiliano. I viola non si arrendono, e al 72’ Vlahovic sfiora il palo di sinistro. Entra Cutrone e all’85’ semina Romagnoli che lo abbatte: rigore che Pulgar trasforma con qualche brivido. Ora la Fiorentina ci crede: doppia occasione al 92’ con Chiesa e Vlahovic, risponde Begovic. Finisce così la notte di Pioli. —
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