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Sublime Dea, così si gioca solo nell’Olimpo Poker al Valencia: i quarti sono a un passo

Sublime Dea, così si gioca solo nell’Olimpo Poker al Valencia: i quarti sono a un passo

Atalanta perfetta per 65’: quattro gol, spettacolo, pressing. Poi cala e gli spagnoli rialzano la testa. 40mila tifosi in delirio

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MILANO. La vita è un sogno, sì. Se l’Atalanta gioca così, la sua gente è autorizzata a sognare davvero in grande. Davanti a 40 mila bergamaschi impazziti d’amore, la Dea ha inflitto una chiara lezione di gioco al Valencia. Per capirsi, una delle prime cinque squadre del celebratissimo campionato spagnolo. Una macchina, quella del Gasp, che cammina sempre allo stesso modo, implacabile sugli sterrati di provincia come sulle autostrade piene di lustrini della Champions. Un meccanismo talmente perfetto che prescinde quasi dagli interpreti: Gasp sapeva deli guai difensivi del Valencia e se l’è giocata senza punte di ruolo, innescando un tourbillon di tagli, scambi, inserimenti davanti al quale gli spagnoli hanno quasi subito perso la testa. I maestri della tecnica e del possesso palla sono stati umiliati dalla tecnica e dalla perfezione delle linee di gioco atalantine, ma quello che ha impressionato è stata la maturità di una squadra ormai pronta a tutte le ribalte.

Tenere quei ritmi per 90’ sarebbe stato soprannaturale, e infatti gli ultuimi 20’ sono stati di grandi sofferenze perchè il Valencia è uscito fuori, segnando il gol che tiene viva la fiammella in viasta del ritorno al Mestalla. Ci ha messo sette minuti, l’Atalanta, per aprire il chiavistello valenciano, Pasalic ha una prateria per far esplodere i quarantamila: il sinistro è violento ma Domenech centra il miracolo. Il disegno tattico del Gasp, sorprendere con gli inserimenti la difesa centrale degli spagnoli, colpisce nel segno al quarto d’ora: fa tutto Gomez, che da sinistra la mette dentro forte e radente: Hateboer spunta alle spalle di Gaya e fredda Domenech. Al 40’ arriva, attesissimo, il primo gol di Ilicic in Champions: lo sloveno tuona di destro, non il suo piede, dal limite, e Domenech, vede la palla incastrarsi nell’angolino alto: 2-0 prima dell’intervallo. Dea, ancora Dea: attende il Valencia e lo infilza ancora al 57’, quando sull’ennesimo pallone recuperato ai limiti dell’area spagnola Freuler mira l’angolino e lo trova con un perfetto destro a girare. E poco dopo ancora Hateboer, devastante sulla destra, cala il poker dopo una cavalcata solitaria. Sussulto Valencia al 67’ con il gran sinistro di Cherishev che batte Gollini nell’angolino. E’ il momento più difficile, perchè il Valencia crea pericoli, ma finisce in gloria. —

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