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Brutta Juve, le resta soltanto Ronaldo Un rigore salva Sarri ma il Milan meritava

Brutta Juve, le resta soltanto Ronaldo Un rigore salva Sarri ma il Milan meritava

Penalty col Var dopo una rovesciata di CR7. Ma il gol di Rebic aveva messo a nudo i limiti tattici e fisici della Signora

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TORINO. La bicicletta di Cristiano salva la Juve più brutta della stagione. La rovesciata che sbatte sul braccio allargato di Calabria e il rigore al tramonto del match, premia i bianconeri oltre i propri meriti e offre un brodino insapore a Sarri, che non ha risolto, anzi, tutti i problemi di natura tattica e fisica che attanagliano la sua squadra. L’1-1, per quanto inesatto, lancia la Signora verso l’ennesima finale di Coppa Italia, perchè al ritorno mancheranno Ibra, Hernandez e Castillejo squalificati.

Ma se c’era una squadra che meritava, questa era il Milan. La Juve, invece, sembra quasi sfuggita di mano al suo tecnico. Non ha gioco, non ha cuore. Giochicchia in attesa di qualcosa che non arriva più. Dybala e Ronaldo si sbattono, ma la loro immensa classe è come imprigionata dentro un meccanismo che non funziona. Pjanic è un fantasma, il centrocampo non copre una difesa che il golletto lo prende sempre. Il problema è tattico, con Sarri che continua, dopo sette mesi, s fare esperimenti senza trovare la giusta quadratura. A San Siro presenta un 4-4-2 con Ramsey sulla linea dei centrocampisti, lui nato rifinitore, e Dybala che viene sempre incontro (troppo, anche se con grande qualità), con il risultato di sguarnire l’area rossonera, dove nemmeno Ronaldo può molto. La Juve dominante, che accerchiava l’avversario fino alla giocata risolutiva, è un ricordo e a quindici giorni dal primo incrocio di Champions contro il Lione non è una grande notizia. Il Milan, ovviamente, ci ha messo molto di suo. Ha replicato la partenza tutta ardore e pressing del derby, ha soffocato il gioco dei bianconeri fin dalla costruzione, avrebbe meritato il vantaggio nel primo tempo, con Rebic ed Hernandez a sinistra sempre in sovrannumero, pronti a creare situazioni pericolose, con Ibra perno centrale.

Sarri non abiura il suo 4-4-2 anche se si rende conto che la sua Juve non tira mai in porta. Il tridente con Higuain resta ancora nel cassetto dei sogni, ed è il Milan anche nella ripresa ad essere più vivo, determinato, pericoloso. Il gol di Ante Rebic, meravigliosa riscoperta della gestione-Pioli, corona il momento migliore della squadra rossonera, abile a pressare alto per poi colpire. Solo a quel punto Sarri si gioca il tutto per tutto e vara il Dygualdo, il tridente che i tifosi e gli esteti del calcio vorrebbero sempre vedere. Funziona, perchè arriva il pareggio. Ma senza gloria. —

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