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La "Pa-Pa" e Sorrentino: ecco i gol senza età

Alessandro Bernini
La "Pa-Pa" e Sorrentino: ecco i gol senza età

Pazzini e Pandev realizzano gol pesanti. L'ex portiere del Chievo torna in campo tra i dilettanti e fa un figurone... in attacco. Fiorentina, i conti non tornano. Da 10 a 0 ecco i nostri voti al weekend sportivo.

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PAZZINI (VERONA)

10. 36 anni e mille cicatrici d’area, eppure è il giocatore con il miglior rapporto tra minuti giocati e gol realizzati: uno ogni 40 minuti. Non una soddisfazione da poco per l’ex ragazzo di Monsummano, che si è anche levato lo sfizio di stendere la Signora con quel rigore chirurgico, facile solo in apparenza. E il voto accumuna anche la squadra di Juric, un piacere per gli occhi vederla giocare.

GORAN PANDEV (GENOA)

9. Sono quasi una decina d’anni che Goran Pandev è considerato “vecchio”. Nel 2011 con l’Inter vinse tutto,. il famoso triplete, ma a fine stagione l’Inter lo lasciò andare via proprio perché considerato un giocatore che ormai aveva dato il meglio. A 37 anni Pandev continua invece a stupire e se il Genoa è ancora in piena corsa per la salvezza, una bella fetta del merito è proprio suo.

STEFANO SORRENTINO (EX PORTIERE)

8. Tutti vorrebbero avere una seconda chance nella vita. E c’è chi, a 40 anni, se la costruisce. Ricordate Stefano Sorrentino? Sì, proprio l’ex portiere del Chievo, del Palermo... Ebbene, Sorrentino a 40 anni ha esordito in Seconda categoria ligure con la maglia del Cervo, squadra allenata dal padre. È entrato, la sua squadra perdeva 1-0, ha firmato prima l’assist del pari e poi la rete del 2-1. Mica male...

MANCOSU-LAPADULA (ATTACCANTI LECCE)

7. Chi ha scommesso sulla vittoria del Lecce al San Paolo, avrà vissuto una serata milionaria. Merito di due Carneadi diventati satanassi: Gianluca Lapadula, autore di una doppietta da attaccante di razza, ma soprattutto di Marco Mancosu, che ha trovato il gol della carriera, una punizione meravigliosa di collo pieno: l’avesse calciato Ronaldo, gli speciali tv si sprecherebbero.

ITALIA DI FED CUP (TENNIS)

6. Qualcuno dirà: le nostre ragazze hanno battuto Croazia, Estonia, Grecia, non proprio il gotha della racchetta mondiale. E forse dimentica che vincere, nello sport, è difficile ad ogni livello. Quando poi a tenere alto il vessillo tricolore sono due ragazze di casa nostra è ancora più bello: Jasmine Paolini da Castelnuovo Garfagnana e Martina Trevisan da Ponsacco. Brave ed affidabili.

LEONARDO SEMPLICI (SPAL)

5. La favola di Leonardo Semplici alla Spal finisce qua. Non è bastata la storica conquista della serie A e una salvezza da raccontare ai nipotini, per un allenatore il credito si esaurisce sempre rapidamente. Fatale il ko contro il Sassuolo, maturato negli ultimi minuti, dopo aver cullato pure il sogno della vittoria. Al suo posto arriva Gigi Di Biagio: contratto fino a giugno e rinnovo automatico in caso di salvezza.

GIUSEPPE IACHINI (FIORENTINA)

4. Ha dei grandissimi meriti, e nessuno lo nasconde; ha rivitalizzato la Fiorentina, l’ha traghettata fuori dalle zone calde. Ma l’impressione è che a questa squadra manchi sempre una lira per fare un milione, che manchi qualcosa al progetto. E’ vero, la rosa è giovane ma è vero anche che Commisso ha speso già una fortuna specie sul mercato di riparazione, vorrebbe vedere arrivare i risultati e nessuno può dargli torto. Serve più faccia tosta, insomma.

KOULIBALY (NAPOLI)

3. Dov’è finito il gigante d’ebano sul quale si infrangevano un po’ tutti gli attaccanti? Dov ’è finito il giocatore per il quale in Premier erano arrivati ad offrire 100milioni? L’arrivo di Manolas (che ieri non ha giocato) doveva dargli più certezze ma la coppia non funziona. E con Maksimovic non è andata meglio. Ieri contro il Lecce la difesa ha fatto acqua da tutte le parti e lui non può non salire sul banco degli imputati.

ARMANDO IZZO (TORINO)

2.  ll mastino (forse ex) di Scampia è il simbolo di un Toro che ormai vede solo il rosso delle vergogna. E lui, difensore, è uno dei colpevoli del disastro. Izzo è riuscito nell’impresa di prendere due espulsioni nelle ultime tre partite (una è rimasto ai box appunto per squalifica), il tutto mentre la retroguardia granata ha incassato 14 reti in 270 minuti. C’è stato l’esonero di Mazzarri e l’arrivo di Longo, ma sul campo nessuno se ne è accorto.

PAULO FONSECA (ROMA)

1. E se lo spogliatoio di Trigoria, non proprio un esempio di tranquillità, gli stesse sfuggendo di mano? La Roma sembra impaurita dai propri limiti. L’infortunio di Zaniolo, le squalifiche, la cessione di Florenzi, hanno destabilizzato quel poco di stabile che c’era. E nessuno, oltre il solito Dzeko, ha la statura del trascinatore. Con l’arrivo del nuovo proprietario Friedkin e la futura (?) costruzione dello stadio, non andare in Champions sarebbe un disastro.

LEONARDO BONUCCI (JUVENTUS)

0. Ma quanto manca Chiellini...allo spogliatoio ma soprattutto a lui. Che non è più un ragazzino, e che oltre alle toppe che deve mettere come da contratto è chiamato anche a sovrintendere alla crescita di de Ligt. L’impressione è che non abbia più la protervia atletica per fare tutto questo, come ci aveva abituato negli anni. E quindi, in una Juve meno protetta del solito dal centrocampo, finisce per andare in difficoltà. Vedi Verona.

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