Meteo
L’Inter non brilla, ma tanto ci pensa Lukaku
A Udine la partita si sblocca nella seconda parte della ripresa grazie al belga e a Sanchez che si procura un rigore
udine. Inter sottotono, non c’è dubbio. Ma sono bastati due lampi di Lukaku, sempre più leader, a mettere le cose a posto. Una doppietta nel giro di pochi minuti, nella seconda parte della ripresa, ed ecco serviti i tre punti.
Inter in campo con i nuovi arrivati Eriksen, Moses e Young ma senza il portierone Handanovic, bloccato da un infortunio a un dito. Al suo posto Padelli, al debutto in campionato. Conte concede anche un’altra opportunità importante al baby Esposito, schierato come titolare.
Ritmo piuttosto blando all’inizio. Le occasioni da gol latitano. Verso il decimo De Paul ci prova da fuori per saggiare i riflessi di Padelli, che in effetti devia con sicurezza in angolo. Niente di che. La partita stenta a decollare. Si aspetta la fiammata, da una parte o dall’altra. Non facile, perché l’Inter attacca in prevalenza ma trova una retroguardia avversaria ben schierata.
Nei primi venti minuti si fa fatica a trovare un’azione degna di nota, se si eccettua forse un tentativo di Vecino appostato nell’area piccola friulana al 18’: la palla, colpita con un’improbabile ginocchiata, si perde largamente a lato.
L’Inter fa la partita, l’Udinese cerca di ripartire ma ci riesce raramente. I nerazzurri però appaiono un po’ troppo prevedibili, di imbucate interessanti non se ne vedono, lo stesso Lukaku non si rende pericoloso. Quando scocca la mezz’ora di gioco, la sensazione principale è quella della noia. Conte vorrebbe che i suoi fossero più intraprendenti, ma in zona gol non si muove foglia. Lo spettacolo alla Dacia Arena è molto inferiore alle attese.
Date queste premesse, non può sorprendere che il primo tempo sia finito a reti inviolate. Il risultato è la logica conseguenza dell’andazzo grigio. Andazzo che può andare bene all’Udinese, non certo all’Inter.
Ripresa. I nerazzurri partono forte e dopo meno di due minuti Esposito si mangia un gol fatto spedendo in bocca a Musso un tiro da pochi metri. Ma è solo un fuoco di paglia. Il match riprende il solito tran tran, anzi, è l’Udinese a cercare di mettere in difficoltà gli avversari con il vivacissimo Fofana.
Antonio Conte si accorge che le cose non vanno per il verso giusto e al 58’ toglie l’invisibile Eriksen e l’impreciso Esposito per inserire Brozovic e Sanchez.
La sferzata funziona. Dopo cinque minuti, al 63’, è il solito Lukaku, fino a quel momento poco reattivo,a trovare il pertugio per bucare la difesa bianconera, nell’occasione molto, ma molto distratta. Udinese in bambola, l’Inter ne approfitta subito: Sanchez s’invola in area ftiulana e viene travolto da Musso. Rigore netto. Lukaku non sbaglia. E finisce lì. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
