Il Tirreno

Sport

Beppe col cappellino è già un talismano. Balo il folle: 7 minuti e poi finisce a vaffa

Nicola Stefanini
Beppe col cappellino è già un talismano. Balo il folle: 7 minuti e poi finisce a vaffa

Brignone e compagni: il ritorno della valanga azzurra. La doppietta dell’alieno Rebic, i conti di Conte non tornano. Ecco il nostro pagellone

4 MINUTI DI LETTURA





10 BEPPE IACHINI (ALLENATORE FIORENTINA)

«Un mister con la M maiuscola», parola di Rocco Commisso. È arrivato a Firenze fra mille perplessità. Poi in 4 partite ha rianimato una squadra in coma che ora corre e lotta che sembra impossibile; ha fatto tre vittorie (compresa la Coppa con l’Atalanta) e un pari; ha riportato l’entusiasmo fra i tifosi; ha fatto sorridere Chiesa. Se farà ridiventare un giocatore anche Boateng ci aspettiamo code ai “campini” come a Lourdes.

9 CRISTIANO RONALDO (ATTACCANTE JUVENTUS)

Può sembrare retorica, ma ieri sera è stato soprattutto Cr7 a battere il Parma. La Juve non ha giocato bene, ha fatto tanta pressione, ha tenuto tanto la palla, ma senza i due lampi di Ronaldo (sul secondo ottimo l’assist di Dybala) chissà come sarebbe finita. Cr7 ha segnato 11 gol nelle ultime 7 partite, ma soprattutto ha alzato il livello di cinismo della Juve, che ora guarda l’Inter con 4 punti di vantaggio.

8 BRIGNONE E COMPAGNI (SCI)

È un’Italia superlativa quello dello sci, sia declinato al maschile che al femminile. E ci regalano un altro weekend di successi ed emozioni. Federica Brignone non si ferma più e vince il gigante anche al Sestriere. Dominik Paris è secondo a Wengen nella discesa sulla mitica pista del Lauberhorn. E ieri un altro podio azzurro con Marta Bassino nel gigante parallelo.

7 ANTE REBIC (ATTACCANTE MILAN)

Ci sono voluti 1.540 giorni di Serie A (comprese le ormai lontane apparizioni con Fiorentina) ma poi l’alieno Rebic si è sbloccato e ieri con una doppietta - primi gol sul suolo italico - ha fatto sbocciare un sorriso grande così sul volto di Pioli e dei tifosi milanisti. La cura trovata dal mister, con l’aiuto di Ibra, sta rigenerando molti giocatori rossoneri. Stai a vedere che si riprende anche Suso!

6. MARCO MANCOSU (CENTROCAMPISTA LECCE)

Prendiamo il capitano giallorosso come parte per il tutto. Ieri contro l’Inter è stato suo il gol (sesto in campionato) che ha permesso alla squadra del bravo Liverani di acciuffare un pari più che meritato e fare un altro passettino verso la salvezza. Il Lecce ha dimostrato ancora una volta solidità, lucidità, coraggio pur di fronte a una super corazzata. Sulla strada giusta.

5. ANTONIO CONTE (ALLENATORE INTER)

La constatazione è lapalissiana: se vai a Lecce (profonda zona retrocessione) e non vinci, anzi quasi perdi, lo scudetto te lo puoi scordare. Seconda constatazione: se l’unico gioco che fai bene è palla lunga a Lukaku e sponda per Lautaro, anche una squadra che lotta per salvarsi dopo un po’ lo capisce e si organizza. Gli invocati rinforzi stanno per arrivare: ingegnarsi per nuovi alibi.

4. MATTIA PERIN

C’è poco da fare, il Genoa, anche con le cure tentate da Nicola, è come una tinozza vecchia: tappi un buco davanti e se ne apre uno dietro. Il terzo tecnico di stagione mette in campo una squadra battagliera contro la Roma, ma il portiere (già uno dei migliori d’Italia) rovina tutto: dorme sull’innocuo cross di Under che finisce in porta e poi serve a Pellegrini-Dzeco il gol che chiude ogni speranza.

3. LIVORNO (SERIE B)

Tre proprio come i gol di vantaggio che la squadra di Tramezzani aveva sull’Entella a un minuto dalla fine del primo tempo. Uno show tutto lustrini e paillettes in mezzo al quale inizia un film dell’orrore. L’Entella, grazie a una difesa e un portiere imbarazzanti, arriva al 3-3. Il Livorno torna avanti al 91’ ma non regge nemmeno il semolino e al 95’ è 4-4. Salvezza? Ma dai!

2. CLAUDIO RANIERI (ALLENATORE SAMPDORIA)

Che patata bollente si è preso il buon Ranieri! Portare in acque sicure una Samp come quella vista sabato all’Olimpico contro una Lazio straripante non sarà facile. L’allenatore spesso c’entra poco in questi flop generali, ma se costruisci una difesa con Chabot, Bereszynski e Colley che vengono sciabordati e mandati in apnea da Immobile e compagni, qualche responsabilità forse ce l’hai. O no?

1. NAPOLI (SERIE A)

Ancelotti, a questo punto è acclarato, non aveva colpe. Ne ha forse Gattuso che si è trovato fra le mani una squadra spappolata? O ne ha di più De Laurentiis? O sono i giocatori, chi più chi meno ma un po’ tutti, ad avere le maggiori responsabilità di una stagione così fallimentare da agitare lo spauracchio retrocessione? Chi sa la risposta si presenti a Castel Volturno dove il caos regna sovrano.

0. MARIO BALOTELLI (ATTACCANTE BRESCIA)

Supermario non crescerà mai. A quasi 30 anni continua a inanellare sciocchezze come quando era un ragazzotto tanto bravo a giocare a calcio quanto incomprensibilmente bizzoso. La sua partita ieri è durata 7 minuti: entra al 29’ ed è espulso al 36’. E poi per cosa? Fa un fallo, l’arbitro lo ammonisce e lui, fuori di senno, lo manda vistosamente più volte a quel paese. Incorreggibile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera