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“Speedy” Lukaku gol in 21 secondi l’Inter in Coppa travolge il Cagliari
Non c’è partita fra i nerazzurri di Conte e i sardi di Maran Quinta doppietta per il belga. E dopo tre mesi torna Sanchez
MILANO. Tutto troppo facile per l’Inter negli ottavi di Coppa Italia. La squadra di Conte passeggia contro un Cagliari in piena fase involutiva, alla quinta sconfitta consecutiva fra campionato e Coppa. Sul prato del Meazza ci sono due squadre che vanno a velocità diverse, di testa e di gambe, e quel miracolo sardo che aveva stupito fino all’autunno è solo un flebile ricordo. La squadra di Conte invece è una macchina perfetta e essenziale, che ha in Lukaku il gigante buono che risolve i problemi.
Tra le novità dell'Inter c'è quella di Alexis Sanchez che torna a giocare dal primo minuto dopo oltre tre mesi. Il cileno non giocava dall'inizio una partita in Italia da Sampdoria-Inter dello scorso 21 settembre. In difesa si rivede Ranocchia. Non convocato Politano, destinato alla Roma in cambio di Spinazzola e non c’è neppure Vecino, in rottura con il tecnico. 4-3-2-1, invece, per Maran con l'ex Nainggolan insieme a Castro alle spalle di Cerri. Panchina per Joao Pedro e Simeone. A centrocampo confermato Nandez, con Oliva e Ionita. Olsen tra i pali, c'è anche il giovane Walukiewicz in difesa.
La gara prende la direzione nerazzurra dopo appena 21 secondi. Il Cagliari sbaglia in impostazione: palla a Lukaku che non si fa pregare e la mette alle spalle di Olsen. La squadra sarda è in bambola, nel giro di 3-4 minuti rischia anche di prendere la seconda rete, incapace di uscire palla al piede. E infatti, poco dopo, l’Inter segna ancora, ma la doppietta di Lukaku è vanificata da un fuorigioco di centimetri.
Solo intorno al 20’ il Cagliari inizia a sembrare una squadra di calcio e non una vittima sacrificale. E, piano piano, prova a mettere la testa avanti. Solo un’illusione, perché l’Inter raddoppia, con facilità disarmante, stavolta è Borja Valero a mettere la palla nel sacco (22’). Maran scuote la testa, visto che non riesce a scuotere la sua squadra. Così la partita va avanti con lo stesso copione: il Cagliari che non riesce a uscire, l’Inter che domina. Lo spettacolo non c’è, si esaltano solo i telecronisti Rai.
A inizio ripresa il Cagliari cambia: fuori Castro, dentro Rog. Ma non serve a nulla, perché di nuovo basta poco all’Inter per segnare, passeggiando su una squadra rimasta in Sardegna con la testa e con le gambe. Stavolta la doppietta di Lukaku (la quinta stagionale) è buona (49’). E lui ringrazia i cori dei tifosi con un inchino. Al 60’, due terzi di gara, ecco il primo angolo del Cagliari che, almeno, una palla in area ce la porta. Nel finale, sarà l’orgoglio, ma più probabilmente è l’Inter che è stanca e si accontenta, il Cagliari guadagna qualche metro, alla ricerca di una rete che renda meno amaro il volo di ritorno al Poetto. Ci va vicino Nainggolan, con un tiro da fuori che centra il palo alla sinistra di Handanovic (68’). Poi la rete arriva, anche bella, di Oliva su assist di Cerri (74’). Ma è tardi, anche se Maran inserisce Birsa e Joao Pedro, perché l’Inter segna ancora, con Ranocchia, testa su angolo (81’). Conte nei quarti affronterà la vincente di Fiorentina-Atalanta. —
Guido Fiorini
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