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Inzaghi e la collezione da finire Ma con Ringhio non vince mai
Il tecnico della Lazio ha battuto tutte le squadre della Serie A, manca solo il Napoli Per Gattuso ci sono assenze pesanti, ma ha fiducia: «Il gioco si inizia a vedere»
ROMA. Altra corsa, altro record da inseguire. Se quest’anno c’è una cosa che non manca alla Lazio di Simone Inzaghi sono gli stimoli presentati da ogni partita di campionato. Dopo la nona sinfonia suonata a Brescia, all’Olimpico arriva il Napoli di Gattuso. Un binomio che per Inzaghi e la Lazio non suona per niente facile. Il tecnico biancoceleste nella sua carriera da allenatore non ha mai battuto i partenopei, l’unica squadra di questa Serie A che manca alla collezione di Inzaghi.
Per giunta, il tecnico biancoceleste nei precedenti scontri diretti ha sempre patito il gioco dell’ex rossonero, vincendo una sola gara delle 7 precedenti tra campionato e Coppa Italia. Tra i due regna il segno X ma l’inerzia degli ultimi due mesi, associata alla crisi del Napoli, fa impennare le quotazioni della Lazio che arriva al confronto da favorita e con l’obbligo di credere nella decima vittoria consecutiva che significherebbe record assoluto per i biancocelesti. La Lazio viene da nove vittorie consecutive in A, il Napoli nelle ultime nove partite ha fatto una vittoria, quattro sconfitte e 4 pareggi.
«Il Napoli è l’ultima squadra di A che non ho mai battuto? Questo è un qualcosa da sfatare. Abbiamo tutte le carte in tegola per poterlo fare», si dice convinto Inzaghi. Rientrano Luis Alberto e Leiva dalle rispettive squalifiche; acciaccati ma dovrebbero stringere i denti ed esserci Lulic e Cataldi, mentre è out Marusic e resta in forte dubbio Correa: «È un generoso, vedremo l’ultimo allenamento cosa ci dirà», glissa il tecnico della Lazio. Se non dovesse recuperare l’argentino, allora spazio a Caicedo al fianco di Immobile in attacco. «È una partita da affrontare con la massima concentrazione, sarebbe uno sbaglio da parte mia considerare quello che succederà tra qualche mese. Il nostro unico obiettivo ora deve essere il Napoli», chiude Inzaghi.
Il Napoli intanto corre sul mercato, ma ora deve cominciare a correre anche in classifica. È questo il doppio binario alla vigilia della durissima trasferta in casa della Lazio, con gli azzurri partenopei che cercheranno di frenare lo sprint della squadra di Inzaghi: «Ci aspetta una gara difficile – spiega Rino Gattuso – come quella con l’Inter. La squadra migliora, ora però ci servono due o tre risultati di fila per trovare la strada della risalita».
Una salita durissima che vede il Napoli a cinque punti dal Cagliari, che ha il sesto posto che porta in Europa League, e a 11 dalla Roma, che occupa il quarto posto che vale la Champions. Una scalata, però, in cui Gattuso crede: «Dobbiamo trovare serenità e sbagliare di meno. Questa squadra ha dei valori tali che non può pensare di avere la classifica che ha oggi, ci sono giocatori importanti che devono però stare tranquilli», sottolinea il tecnico azzurro che spiega di cominciare «a vedere – dice – le cose che mi piacciono sul modo di tenere il campo».
Il ritorno al 4-3-3 sembra ormai metabolizzato dalla squadra azzurra e Ringhio sogna un ritorno al gioco dell’era Sarri: «Il Napoli di Sarri – dice – in quei tre anni era una macchina perfetta che giocava a memoria, sembrava la playstation». Per tornare al gamepad Gattuso ha dettato la linea sul mercato e il Napoli fa oggi un investimento di 32 milioni in totale per arricchire il centrocampo come chiede il tecnico: «A me piace lavorare con le coppie in ogni ruolo – spiega – e a centrocampo giochiamo in tre ma abbiamo quattro uomini, quindi ne mancano due anche per accendere la competizione in allenamento».
Ed ecco arrivare Demme e Lobotka. I due nuovi acquisti però non ci saranno oggi come pure gli i fortunati Meret, Koulibaly, Mertens, Maksimovic. Scelte obbligate quindi con Ospina in porta e il duo Di Lorenzo-Manolas al centro della difesa, mentre a centrocampo è sulla graticola Fabian Ruiz che rischia di lasciare il posto a Elmas: «Fabian? Vediamo chi gioca – replica Gattuso – lui è un giocatore di grande prospettiva, so che preferisce giocare da mezzala, con l’Inter a tratti ha fatto quello che gli ho chiesto ma se gli chiediamo cose nuove ci vuole tempo». Davanti il tridente è Callejon-Milik-Insigne, con il polacco che vuole continuare a segnare con continuità e gli esterni che cercano il ritorno alla rete che manca da un po’. —
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