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«La Lazio è da scudetto Atalanta spettacolo Luis Alberto, un grande»

di Dario Marcolin
«La Lazio è da scudetto Atalanta spettacolo Luis Alberto, un grande»

Per il commentatore di Dazn è una stagione affascinante. L'intervista di Dario Marcolin

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«Questa prima parte di stagione è stata davvero affascinante», lo afferma convinto Dario Marcolin, opinionista di punta della piattaforma televisiva Dazn. Assieme all'ex centrocampista di Lazio e Napoli, analizziamo le prime 17 partite della massima serie.

Che campionato è stato finora?

«La grande novità che ci offre questa stagione è l'estremo equilibrio, sembra di essere in Premier dove, a parte questa stagione dominata dal Liverpool, sono sempre tanti i club che lottano per il titolo. Lo stesso sta accadendo da noi: a due giornate dal termine del girone di andata ci sono tre squadre che possono sperare nello scudetto. Juventus, che rimane la vera favorita, Inter e Lazio».

Anche la Lazio?

«Assolutamente sì, i biancocelesti hanno tutte le possibilità di fare lo sgambetto a nerazzurri e bianconeri. Del resto non si rifilano sei reti, in due partite, ai bianconeri se non si è squadra di rango. In più avranno il vantaggio, da febbraio in poi, di non dover giocare le coppe».

Questo ritrovato equilibrio a cosa è dovuto?

«Molto dipende anche dal modo di approcciarsi alla partita da parte di quasi tutte le squadre. Ormai tutti gli allenatori predicano un gioco offensivo, a prescindere dal blasone delle compagini che guidano. Penso al Bologna di Mihajlovic, al Lecce di Liverani ed a molte altre. In generale il livello si è alzato perché, ad esempio, l'Atalanta si è confermata, il Cagliari è una squadra spumeggiante, il Verona gioca sempre per segnare una rete in più degli avversari. Non dimentichiamo, al riguardo, che nella nostra Serie A ci sono talenti di livello assoluto come Ronaldo, Higuain, Lautaro Martinez, Lukaku ed il cavallo di ritorno Ibrahimovic».

Dove si colloca in questo momento storico il nostro campionato, rispetto ai più importanti d'Europa?

«Fermo restando che la Premier League è inavvicinabile quanto a livello tecnico, non a caso è vista in tutto il mondo, direi che la nostra Serie A è sui livelli della Liga sia pur con diverse peculiarità. In Spagna si cerca di più il gioco tecnico, basato sul possesso palla, da noi c'è grande tatticismo. E che la qualità sia in rialzo lo dicono anche le nostre tre qualificate agli ottavi di Champions, e se l'Inter , che può vincere l'Europa League, non avesse regalato la partita a Dortmund avremmo fatto poker».

Quali sono le squadre rivelazione di questo primo scorcio di campionato?

«Molte sono le compagini andate oltre le aspettative, e tutte lo hanno fatto scegliendo di giocare sempre all'attacco, approcciandosi sempre allo stesso modo alla partita, sia che giochino in casa che in trasferta. In primis ovviamente la Lazio e l'Atalanta, ma anche il Cagliari ed il Verona. Aldilà dei risultati, è il modo di giocare di queste squadre che mi piace».

E le delusioni?

«Qua la scelta è molto semplice, il Napoli ed il Milan. Per quanto concerne i partenopei, il problema, secondo me, è a monte, nella costruzione della rosa. Troppo imbottita di attaccanti e scarna quanto a centrocampisti. Impossibile che una squadra con quelle ambizioni ne abbia solo quattro: Elmas, Allan, Fabian Ruiz e Zielinski che centrocampista puro, oltretutto, non è. Il Milan invece è squadra che ha puntato su tante scommesse, per ora quasi tutte perse. Molta responsabilità va addossata anche alle scelte societarie, lo si è visto nella scelta, ad esempio, di esonerare Giampaolo dopo così poche giornate. Secondo me se a Marco fosse stato dato del tempo adesso il Diavolo avrebbe quantomeno gli stessi punti di Pioli».

E a livello di singoli, chi ha sorpreso e chi deluso?

«In positivo Luis Alberto, uomo assist davvero eccezionale. Ne ha già serviti 11, in questo momento secondo me il migliore d'Europa assieme a De Bruyne del City. A lui aggiungerei Malinovsky dell'Atalanta e Kulusevski del Parma. Tra le delusioni, gradino più alto del podio, si fa per dire, per il milanista Piatek, e non valgono le giustificazioni sul modulo, un grande giocatore deve rendere ben aldilà dell'assetto tattico. Molto meno del previsto stanno rendendo anche Insigne, doveva essere l'annata della definitiva consacrazione ed invece il napoletano ha fatto un enorme passo indietro, e Suso».

Un giovane che potenzialmente potrebbe diventare un crac?

«Esposito dell'Inter ha tutte le qualità per imporsi; il nerazzurro ha fame, fisicità, profondità e buona tecnica. Del resto non si trova spazio in una squadra come l'Inter se non si possiedono qualità sopra la media».

Tatticamente chi ha portato qualcosa di nuovo?

«L'Atalanta; i nerazzurri giocano un 3-4-1-2 davvero innovativo dal punto di vista tattico. Qualche esempio ? A turno uno dei tre difensori sale a centrocampo per creare la superiorità numerica, non solo, la posizione del “Papu” Gomez: l'argentino numericamente fa il trequartista, ma grazie al fatto che De Roon e Pasalic si allargano sugli esterni, diventa di fatto il regista della squadra mettendo in grande difficoltà le difese avversarie. Ed anche la posizione ibrida di Ilicic, con lo sloveno che si posiziona a metà tra il ruolo di attaccante e di centrocampista. In più la grande, vecchia, novità, quella di difendere a uomo, una specie di ritorno al passato».

L'ultima sulla Nazionale, che pensa degli azzurri?

«Mancini è stato bravissimo nel motivare i suoi ragazzi, in questo il “Mancio” è un maestro. Tatticamente è stato bravissimo a scegliere il modulo adatto per gli elementi a disposizione, un classico 4-3-3. Non si vincono 10 partite consecutive per caso. Il salto di qualità definitivo potrebbe darlo Chiesa».
 

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