D’Agostino: «La chiave è avere il predominio nel mezzo del campo»
firenze. Gaetano D’Agostino all’inizio degli anni 2000 è stato uno dei registi più apprezzati del nostro calcio, tanto da essere stato ad un soffio dal vestire le casacche di Juventus e Real Madrid. Appesi gli scarpini al classico chiodo, ha intrapreso la carriera di allenatore. Adesso siede sulla panchina del Lecco. Cresciuto nella Roma, ha vestito anche la maglia della Viola; da doppio ex fa le carte alla grande sfida del “Franchi”.
Lei ha indossato entrambe le casacche…
«Con la casacca della Roma ho fatto tutta la trafila delle giovanili, tra l’altro vincendo due campionati, esordendo giovanissimo in prima squadra agli ordini di Fabio Capello, con la perla del secondo scudetto giallorosso. Ricordi bellissimi, a Roma sono diventato uomo e calciatore affermato. A Firenze ho giocato una sola stagione, tra l’altro con una squadra che non andava benissimo. Fui comunque il centrocampista più prolifico, realizzando cinque reti. Ricordo un ambiente stupendo, sempre molto vicino alla squadra».
Riguardo questa partita che ricordi ha?
«Sicuramente la rete su punizione segnata con la casacca viola all’Olimpico; perdemmo per 3-2 ma quel gol rimarrà sempre nel mio cuore».
Veniamo all’oggi, si affrontano due squadre in opposti momenti di forma.
«Sì; la Roma naviga a gonfie vele, grazie anche alla intelligenza del suo allenatore. Paulo Fonseca è stato molto bravo ad adeguarsi al campionato italiano; partito con l’idea di proporre un gioco tutto lustrini e paillettes, ha saputo correggere il tiro costruendo una squadra ostica e rocciosa, ma comunque propositiva. Non era facile. La Fiorentina invece mi ha deluso; Montella ha a disposizione una rosa molto più competitiva di quanto dica l’attuale classifica».
Sta molto deludendo Chiesa, che pensa del figlio d’arte?
«Commisso aveva parlato di lui come del pilastro fondamentale della nuova primavera viola, ed invece Federico si è un po’ perso, complice la querelle contratto. Ha patito anche l’arrivo di quel campione che è Ribery; il francese si è preso le luci della ribalta».
Entriamo nella partita, cosa dobbiamo aspettarci dai 90’ del “Franchi”?
«Un gran bell’incontro, si affrontano due squadre che hanno nel dna la vocazione ad un gioco molto propositivo. Ci sarà grande spettacolo al “Franchi” e si dovrebbero vedere tante reti. L’impressione è che la spunterà chi avrà il predominio in mezzo al campo». —
Alessandro Guerrieri
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