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Il missile del ragazzo gela l’Inter nel finale Che punto per Montella
Segna Borja Valero dopo pochi minuti, la Fiorentina attacca senza pungere. Poi il giovane Vlahovic trova il pari
FIRENZE. La furia serba del talento Vlahovic regala alla Fiorentina un pari prezioso dopo quattro sconfitte consecutive. E regala un nuovo primato in campionato alla Juventus, fermando l’Inter, stanchissima dopo la fatica con il Barcellona. Una gara che i nerazzurri di Conte hanno provato a gestire dopo il vantaggio, senza però trovare la rete della sicurezza, anche per gli errori di Lukaku. E che la caparbietà di una Fiorentina non ancora “guarita” alla fine ha rimesso sui binari, centrando un pareggio tutto sommato giusto.
Pubblico delle grandi occasioni al Franchi. C’è anche la Compagnia di Babbo Natale, che raccoglie fondi per i poveri della Caritas. E in tribuna, anche se si è operato da due giorni, c’è Franck Ribery, che è anche sceso negli spogliatoi a dare la carica ai compagni, da vero leader. Una curiosità: Lukaku è andato abbracciare il preparaore atletico della Fiorentina, Mario Innaurato. Nato in Belgio, ha lavorato con l'Anderlecht e la Nazionale belga.
Prima della gara le parole di Marotta sul mercato: «Non ce la prendiamo con comodo, ma è difficile trovare elementi all'altezza di questa rosa. È più complicato fare operazioni rispetto alla sessione estiva».
Poche novità nella formazione dell’Inter: Conte conferma il 3-5-2 con la coppia Lukaku-Lautaro. A centrocampo, sulla corsia sinistra, gioca Biraghi, uno degli ex con Vecino e Borja Valero, dietro c’è il giovane Bastoni. Montella, invece, sceglie Kevin-Prince Boateng in attacco con Chiesa nel 3-5-2 dei Viola. Rientra Pezzella, che gioca con la maschera protettiva.
La partita è molto fisica e con la Fiorentina in 10, Badelj è a bordo campo per medicarsi, l’Inter passa subito, con l’ex Borja Valero che trova l’angolino e non esulta (8’). Proprio Badelj sfiora il pari con un tiro dal limite, risponde Handanovic in calcio d’angolo (15’). La Fiorentina cresce e schiaccia l’Inter, ma le occasioni da rete non si vedono, soprattutto Chiesa è meno brillante del solito. Proprio nel momento migliore dei Viola a salvarli è, però, il Var: dormita colossale e palla regalata all’Inter per un gol facile di Lautaro. Annullato per fuorigioco (39’). Poco dopo altra fiammata dell’Inter e colpo di testa di Lukaku, Dragowski fa un mezzo miracolo con la manona (42’).
Nessun cambio ad avvio ripresa. L’Inter parte all’attacco, la Fiorentina gioca di rimessa. Passano 5 minuti e Pulgar dal limite sfiora il palo, su assist di Lirola. La Fiorentina al 58’ perde Chiesa: gara anonima la sua, forse condizionato da qualche problema fisico. Al suo posto entra Vlahovic. La gara ora va a sprazzi: intorno al 60’ prima Lautaro e poi Lukaku hanno due palle buone, ma le sprecano. Dall’altra parte gran tiro di Castrovilli, Handanovic si distende e respinge (65’). Così Montella si gioca anche la carta Benassi, per Badelj, alzando il baricentro per il finale.
Un’altra occasione arriva sui piedi di Lukaku, che si libera come un toro, ma poi, come in Champions, spara sul portiere (73’). Poco dopo si prende un giallo Lautaro per un fallo su Dragowski: sia lui che Brozovic, diffidati, salteranno la gara con il Genoa.Conte fa esordire il 2002 Agoumé, togliendo uno stanchissimo Borja Valero, poi mette anche Godin.
Ma nel recupero arriva lo squillo viola. È il giovane serbo Dusan Vlahovic che recupera palla, si fa quaranta metri di campo e fulmina Handanovic con un tiro potente all’incrocio (93’). —
Guido Fiorini
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