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«Basta soffrire contro le piccole» Carica Sarri, altro no al tridente
TORINO. Passi falsi, dopo il pareggio col Sassuolo e la sconfitta con la Lazio che hanno permesso all'Inter di sorpassarla, non se ne può più permettere. La Juve riprende l'inseguimento dei nerazzurri contro l'Udinese e Maurizio Sarri mette in guardia i suoi giocatori dai cali di tensione. «Non è una ipotesi ma un riscontro che contro squadre di medio-bassa classifica facciamo più fatica. Dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista», afferma, ricordando anche le difficoltà riscontrate dopo gli impegni in Champions che «portano via tanto dal punto di vista mentale e nervoso». Meglio dunque concentrarsi e prestare la massima attenzione alla squadra dell'amico Luca Gotti, suo tattico lo scorso anno al Chelsea. «Ha una intelligenza straordinaria, senza di lui e Zola il nostro cammino lo scorso anno sarebbe stato diverso - dice del tecnico dei friulani - Sono contento che abbia avuto questa opportunità, anche se mi dicono che non vuole allenare». L'amarcord durerà comunque pochi minuti: la Juve vuole tornare a fare punti: «Può darsi che, dopo aver vinto tanto in Italia, la mente vada a un obiettivo diverso, ma dobbiamo metterci una pezza - osserva l'ex Napoli e Chelsea - Se vogliamo essere competitivi in Champions League dobbiamo essere vincenti in Italia. Il sorteggio? Ora penso all'Udinese, sono contento per le tre squadre che sono arrivate agli ottavi, è un bel segnale per il nostro calcio, ma alla Champions e al sorteggio penserò dopo il fischio finale con i friulani». Sulle scelte dell'undici titolare pesano le squalifiche di Pjanic e Cuadrado, l'infortunio di Khedira e il dubbio Ramsey, ma Sarri può contare sui recuperi di Bentancur e Douglas Costa. Pronto all'uso il primo, ancora alla ricerca della condizione perduta il secondo: «Bentancur è stato fermo tre giorni, Douglas Costa venti, ho qualche riserva sulla sua tenuta fisica». Nessun dubbio sull'abbondanza in attacco, sul tormentone tridente, alimentato anche dall'ottima prova fornita a Leverkusen, e dalle parole di Ronaldo, affascinato dall'ipotesi. «Cristiano è cresciuto notevolmente a livello di condizione fisica. Il tridente? Deve essere offensiva la mentalità, non conta il numero di attaccanti. Anche perché per fare giocare insieme quei tre - conclude - ci vogliono determinate condizioni». —
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