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Ma Carletto mangerà il cinepanettone? ADL vuole due vittorie e “prepara” Gattuso
Da oggi tutti in ritiro in vista delle sfide con Udinese e Genk E tra i tifosi continua la campagna social “Ancelottiout”
NAPOLI. - Fiducia nella svolta dura imposta da Carlo Ancelotti ma anche attesa dei risultati per confermare il tecnico. È quanto emerge in queste ore a Castelvolturno da fonti del Napoli, che si allena nel pomeriggio prima iniziare domani il ritiro imposto dal tecnico azzurro in vista del match di sabato a Udine. I contatti tra Ancelotti e De Laurentiis continuano e la linea del ritiro dopo il ko con il Bologna è condivisa, ma anche il tecnico sa che saranno i risultati a decretare il prosieguo della sua avventura a Napoli a cominciare da una vittoria a Udine e dal passaggio del turno di Champions. In caso di flop europeo il divorzio sarebbe automatico, mentre i tifosi continuano una campagna social con l'ashtag #ancelottout nato alcune settimane fa ma che prende sempre più piede. Il tecnico ha deciso una svolta dura nei confronti della squadra ma sa anche che deve avere la fiducia dello spogliatoio, mentre tifosi guardano già ai possibili successori in panchina, tra cui il papabile sembra essere Rino Gattuso.
Si tratta finora di una delle peggiori stagioni del Napoli da quando è tornato in serie A nel 2006. Tralasciando i primi tre anni di assestamento, peggio di così, dopo la quattordicesima giornata, andò soltanto nella stagione 2009/10, con Mazzarri in panchina, subentrato a Donadoni, e una rosa nettamente inferiore rispetto a quella di oggi. Quel Napoli, allora undicesimo, terminò il campionato al sesto posto. Nella stagione 2016/17, seconda di Sarri, gli azzurri erano settimi come adesso ma vincendo contro l’Inter alla quindicesima giornata salirono fino al quarto posto, cosa impossibile da ripetere nell’immediato futuro visto che tra il Napoli il Cagliari, quarto, ballano 8 punti. Carlo Ancelotti ha in questo momento la peggior media di punti per partita della sua carriera: 1,54, mezzo punto in meno rispetto a quella finale della scorsa stagione. A questo punto, l’anno scorso, il Napoli era secondo con 32 punti, 12 in più rispetto ad ora e una media di 2,2 punti a partita, 28 i gol segnati e 14 quelli subiti con un vantaggio di 3 punti sull’Inter di Luciano Spalletti terza. La situazione ambientale ha sicuramente destabilizzato la squadra, ma alcune colpe vengono imputate - dalla tifoseria - anche al gioco dell’ex allenatore del Milan il cui 4-4-2 non ha mai convinto pienamente i partenopei. Suona profetica la battuta di Ancelotti in ritiro quando, seduto tra il pubblico si finse uno degli spettatori e chiese a Lorenzo Insigne: «Come mai ti trovi meglio in Nazionale con un altro modulo?», tra il divertimento generale di tutti i presenti, compreso il capitano del Napoli. Adesso che Insigne sta disputando una stagione sottotono ed è ritenuto uno dei principali colpevoli dell’ammutinamento, sembrano lontanissime le risate del gruppo. Soprattutto se si pensa che l’anno scorso, spostata più vicino alla porta, l’ala azzurra aveva segnato, a questo punto, 7 gol e fornito 3 assist, mentre oggi è a quota 3 marcature e 5 passaggi vincenti, in uno scenario dove tutto il Napoli stenta in attacco e non riesce a fare più di un gol in una singola partita dal 2-2 contro l’Atalanta del 30 ottobre. —
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