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Cagliari, Parma, Verona Il bel calcio che fa provincia
Piccoli fatturati, grandissime idee: quando i soldi non “fanno” la classifica Acquisti low cost e mirati, e tante big devono inseguire questi piccoli miracoli
«La classifica rispecchia il fatturato», «a decidere chi vince il campionato non è il campo ma il bilancio»: quante volte abbiamo ascoltato questo stucchevole refrain. Il riferimento al bilancio spesso è stata la foglia di fico con cui giustificare i mancati obiettivi: basti pensare alle parole di Maurizio Sarri quando guidava il Napoli. Il tecnico toscano fece spesso riferimento alla differenza di fatturato per giustificare gli scudetti a ripetizione della Juve.
Ovviamente è più facile costruire una squadra competitiva potendo contare su 400 milioni, come la Juventus, che sulle poche decine delle provinciali, ma l’attuale classifica della Serie A dimostra che è possibile cogliere risultati anche senza vantare fatturati centenari. Oltre all’Atalanta, infatti, in questo campionato si sono guadagnate la ribalta altre provinciali. In primis il Cagliari; i sardi navigano in zona Champions League, benchè i loro introiti non superino i 60 milioni, fatturato da classifica medio bassa. Ed invece, la truppa di Maran viaggia al quarto posto, a braccetto della Roma che fattura cinque volte tanto. I sardi sono la dimostrazione plastica che con una oculata programmazione è possibile stupire il mondo intero, raggiungendo traguardi impensabili alla vigilia. Il patron Giulini ed il suo diesse, il toscanaccio Marcello Carli, hanno messo su una rosa davvero super, spendendo complessivamente appena 30 milioni.
Se Simeone e compagni rappresentano la punta dell’iceberg, altri esempi virtuosi non mancano, ogni riferimento a Verona e Parma non è casuale. Alla vigilia gli scaligeri venivano additati come la squadra più debole del lotto: un mister come Juric, sempre respinto con perdite nella massima serie, ed un mercato in tono minore, con uno sbilancio di appena 5 milioni. Ed invece l’arrivo di illustri sconosciuti (Faraoni, Verre, Rrahmani, Dawidowicz) ha regalato la bellezza di 18 punti in classifica. Gli stessi raccolti dal Parma; anche in terra ducale si è speso con il contagocce, ma con grande competenza. Oltre al colpaccio Darmian, sono arrivati i carneadi Dermaku, Hernani, Brugman e, soprattutto, Kulusevski, in prestito dall’Atalanta. Un trend che sta funzionando anche all’estero: in Inghilterra sta stupendo il Leicester, secondo alle spalle del Liverpool, in Spagna Athletic Bilbao e Getafe, in Francia l’Angers, in Germania il Friburgo. Ed è un bene per tutto il movimento perché uno scudetto del Verona o la Premier vinta dalle “Foxes” hanno molto più fascino dei “soliti” trionfi di Bayern, Juve o Barça. —
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