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LA PRESENTAZIONE 

È un Mourinho in versione umiltà «Contano i giocatori, non io»

Domani il debutto col Tottenham «Un potenziale enorme, voglio sfruttarlo. Per i cambiamenti ci vuole tempo, sono rilassato ed emotivamente più forte»

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LONDRA.Meno egocentrico e provocatorio, più forte e analitico, persino «umile» nell'ammettere certi errori del passato: è un José Mourinho «inedito e altruista», quello che torna in panchina, nuovo manager del Tottenham, dopo 11 mesi di forzata inattività. Già domani è atteso il suo debutto, sul campo del West Ham. «Non posso pensare di cambiare le cose in due o quattro giorni - la premessa di Mou - ovviamente certi principi di gioco cambieranno, ma col tempo». Ringraziato il suo predecessore, Mauricio Pochettino («per lui le porte qui resteranno sempre aperte»), Mou ha ammesso di non poter «essere più felice». «Il potenziale di questo club è enorme, così come quello dei giocatori. Una delle ragioni che mi ha convinto ad accettare il Tottenham è la visione del presidente Levy, oltre alla qualità dei giocatori. Spero di riuscire ad influenzare i giocatori che non devono essere felici se non vinciamo. Perché se sei felice dopo una sconfitta significa che sarà difficile diventare un vincente. Sono più forte da un punto di vista emotivo, sono rilassato e motivato. Sono pronto, e penso che i giocatori se ne siano accorti in questi due giorni. Voglio aiutarli, io non conto. Vivo un momento in cui non conto io, ma contano il club, i tifosi e i giocatori». —

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