Gotti e la panchina che non vuole. L’Udinese lo trattiene...con la forza
Un curioso caso in serie A: 4 punti in 2 partite dopo l’addio a Tudor: «Voglio fare soltanto il vice», ma club e spogliatoio lo adorano
Che storia incredibile, di quelle che soltanto il calcio sa inventare. C’è un allenatore per caso, in serie A, che proprio quella oanchina non la vuole. Lui, a«ll’anagrafe Luca Gotti, ha sempre lavorato nell’ombra, da collaboratore tecnico (in un calcio d’antan si chiamava semplicemente vice) e tale vorrebbe tornare ad essere, perchè proprio le luci della ribalta, le interviste, la notorietà non la sopporta. Un veneto introverso e perbene, lontano anni luce dagli eccessi di un mondo ormai sempre più mediatico.
Il problema, per così dire, è che Gotti alla guida dell’Udinese, dopo l’esonero di Igor Tudor, non solo non ha mai perso, ma ha portato a casa quattro punti al platino e, naturalmente, lo spogliatoio lo adora. Della serie, a lavorare bene...ci si rimette.
Infatti, il club friulano ieri, per voce del capo dell’area tecnica Pierpaolo Marino, gli ha rinnovato la fiducia. «Siamo stati in costante dialogo con la proprietà. Molti si sono dimenticati che l’obiettivo di inizio stagione era quello di fare un campionato tranquillo e la squadra sta mantenendo le aspettative, dato che ha sempre viaggiato in zone tranquille di classifica. Poi in due partite abbiamo subito 11 gol e certi equilibri si sono rotti improvvisamente. Abbiamo così deciso di affidarci a un professionista serio e preparato come Luca Gotti che sta dando delle ottime risposte in termini di lavoro e risultati, godendo della stima e della massima considerazione da parte di tutti i giocatori, ma anche di dirigenza e proprietà. L'Udinese è una società molto ambita, si sono proposti tanti allenatori che al momento sono liberi ma noi siamo curiosi di vedere evolversi questa empatia fra Gotti e il gruppo. Stamattina gli abbiamo chiesto di guidare la squadra anche contro la Sampdoria e ci ha dato la sua completa disponibilità».
I dirigenti, per non lasciare niente di intentato, si stanno guardando intorno e la candidatura forte è quella di Walter Zenga, ma intanto Gotti, l’uomo che allena nell’ombra, è sempre lì al suo posto, saldo nella sua fragilità. Un esempio al rovescio. —
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