«Proteste sì, ma non insulti riconducibili al razzismo»
perugia. «Le proteste degli spettatori, che si sono effettivamente verificate, non sono riconducibili ad insulti di tipo razzista, quanto solamente alle decisioni dell'arbitro su azioni di gioco»: contesta la ricostruzione dei fatti la società di calcio del Junior Carpine Magione, dopo la sospensione di una partita di calcio Under 15, in Umbria, da parte del giovane arbitro di colore che si sarebbe sentito sentito rivolgere insulti a sfondo razzista. L'episodio era stato riportato nei giorni scorsi dal Messaggero e lo stesso quotidiano ha pubblicato la replica della società che «non solo condanna ogni forma di razzismo e discriminazione, ma al contrario – spiega – promuove da sempre forme di integrazione». Il giudice sportivo Marco Brusco aveva inflitto una multa di 600 euro al Junior Carpine, anche se si sottolineava positivamente il comportamento dei dirigenti e del capitano. —
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