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LA STORIA 

Dalla Garfagnana a Baires Il River Pieve come il Plate E si finanzia con...le bistecche

Alessandro Bientinesi

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Una bistecca di due chili. Un paesino incastonato nel cuore della Garfagnana. E una maglia bianca con la banda obliqua rossa. Sono questi gli ingredienti principali di una delle scalate più incredibili del calcio dilettantistico toscano. E un gemellaggio che da Pieve Fosciana, borgo di 2500 abitanti, porta fino a Buenos Aires. Il River Pieve, dalla sua fondazione nel 2005, dalla terza categoria ha scalato le gerarchie e ora sogna il salto in Eccellenza. Sperando di emulare i successi del River Plate. Il club argentino al quale non solo si ispira, ma con il quale ha iniziato ad avere rapporti diretti dall'anno scorso. Partiamo dalla fine, 23 ottobre 2019. Il River Plate elimina in semifinale di Coppa Libertadores i rivali storici del Boca Juniors. A fine gara sulla pagina Facebook del River Pieve compare una foto dei giocatori argentini esultanti e questa frase. «Congratulazioni ai nostri fratelli del Club Atlético River Plate per aver battuto il Boca qualificandosi a una nuova finale della Copa Libertadores». Ma perché i tifosi di una squadra di una metropoli come Buones Aires “simpatizzano” per una piccola squadra di un paese garfagnino? A riavvolgere il nastro del tempo ci aiuta il presidente del River Pieve, Francesco Canozzi. «Tutto è iniziato nel 2005, quando un gruppo di amici ha deciso di unirsi e mettere insieme una squadra per divertici tutti insieme, calcio amatoriale e niente di più. Molti di noi sono tifosi da molti anni del River Plate e, considerato anche che i colori del Pieve Fosciana, la storica squadra di calcio del paese fondata nel lontano 1924, sono il bianco e rosso, abbiamo deciso di fare nostri quei colori. Ma con maglia bianca e banda obliqua rossa, come il River Plate». Quel gruppo di amici, però, ci mette tanta passione, dentro e fuori dal campo. Vince tutto quello che c'è da vincere a livello amatoriale. Poi la decisione, nel 2009, di partecipare al campionato di Terza Categoria. In dieci anni la squadra conquista quattro promozioni. «Il bomber che ci portò dalla Seconda alla Prima Categoria era Edoardo Micchi, attaccante che negli anni Novanta vinse il campionato di Prima Categoria con il Pieve Fosciana – racconta ancora Canozzi -. Io e molti dirigenti del River Pieve siamo stati per molti anni tifosi fissi della prima società del paese ed esultavamo alle prodezze di Micchi. Mister era Antonio Nelli, oggi nostro direttore sportivo. Poi, dal 2005, tutto è cambiato. Micchi, che oggi è il nostro allenatore in Promozione, all'ultimo anno di carriera da calciatore trascinò il River Pieve in Prima Categoria. Da quel momento il gioco ha iniziato a farsi serio». Più difficile vincere i campionati e più difficile sostenere le spese di gestione di una squadra. I dirigenti, però, fanno dell'organizzazione il loro punto di forza e d'estate, grazie a una trovata aumentano il numero di persone che partecipano ad agosto, alla sagra della bistecca. Chi riesce a finire una bistecca da due chili in un'ora non la paga. Le risorse aumentano, così come la rivalità con i compaesani del Pieve Fosciana, anche loro in Prima Categoria. Le due società si stimolano a vicenda: il Pieve Fosciana va in Promozione, seguito nel 2018-2019 dal River. «Il primo storico derby in questa categoria si è giocato il 1 settembre in Coppa Italia – racconta ancora Canozzi -. I nostri “cugini” hanno usato per l'occasione una maglia con i colori in tutto e per tutto simile a quella del Boca Juniors. E noi la nostra classica in stile River Plate. Il gol decisivo era degno di un Clasico: rovesciata del nostro bomber Petracci». —

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