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Il re sbadiglia, poi si accende al tramonto Juve di rigore al 94’, ma che bel Genoa

Il re sbadiglia, poi si accende al tramonto Juve di rigore al 94’, ma che bel Genoa

Ronaldo decide una partita complicata: poco gioco, tanti errori di una Signora involuta. Che però resta al comando...

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TORINO. I tre punti arrivano al tramonto, quando la notte sta per calare. Arriva sotto forma di una sciocchezza di Sanabria, che aggancia Ronaldo in area. Siamo a 4’30” oltre il novantesimo: tutto lo stadio appeso alle spalle del numero sette, e figuriamoci se quello sbaglia: 2-1 e punizione immeritata per il Genoa , che anche in dieci aveva retto alla grande la scena. Bruttina, la Juve: perchè nel campionato italiano soffrire contro le piccole ci sta, ma perdere due punti contro un Genoa visibilmente sulle gambe nell’ultimo quarto d’ora sa tanto di peccato più che veniale. L’impressione è che le avversarie abbiano capito come affrontare la Signora: se Lokomotiv Lecce sono stati gli indizi, il bel Genoa di Thiago Motta è stato la prova. Il Grifone è venuto a giocarsela, e questa Juve non sembra avere la forza e la fantasia, in questo momento, per venire a capo di partite come questa. CR7 è rientrato ed ha spostato gli equilibri nel finale, con un gol annullato e il penalty trasformato da killer consumato. La signora resta al comando, ma con poca gloria. Bernardeschi alle spalle di Ronaldo e Dybala non si accende, e così Sarri si trova davanti a un match complicato, che sembra la fotocopia di quelli contro Lokomotiv e Lecce. Così ci vuole la giocata, la fiammata: che arriva al 33’ quando Dybala accende il turbo, semina mezza difesa genoana ma davanti a Radu si fa ipnotizzare: solo calcio d’angolo. E proprio su corner, al 36’, arriva il gol: stavolta Radu esce male e Bonucci incorna in rete da pochi passi. Ma che carattere il Gennoa, la reazione è da squadra vera e al 40’ arriva il pareggio, un po’ beffardo, di Kuoame che calcia col destro, la palla gli sbatte sul sinistro e spiazza completamente Buffon. L’inizio della ripresa è sempre del Genoa sul quale, però, al 49’, arriva la regola dell’espulsione di Cassata, per fallo abbastanza veniale su Dybala che lo aveva saltato: Thiago Motta abbassa bruscamente il baricentro del suoi e la Juve adesso spinge. Sarri vuole di più, soprattutto negli inserimenti senza palla, e gioca la doppia carta di Ramsey, al rientro e Rabiot mentre lo Stadium inizia a fischiare Bernardeschi. Il ragazzo di Carrara si scuote dal torpore al 71’ con un gran sinistro sul quale Radi si supera. Poi si accende il Re: gol annullato ma subito dopo il rigore che vuol dire primato. —

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