Il dolore
La Lampo fa suo il superderby e per la Larcianese è crisi nera - Video
Il cambio di allenatore sulla panchina dei viola alla vigilia di questo match non ha potuto influire più di tanto contro il team di Minichilli in grande spolvero
LARCIANO. Il sole picchia forte sullo stadio Idilio Cei quando Larcianese e Lampo entrano sul terreno di gioco dal manto erboso appena rifatto. L’entrata un vigore dell’ora legale non ha destabilizzato le buone abitudini. Tutti arrivano all’ultimo minuto ma nessuno vuol mancare al classico che infiamma le terre del Montalbano fino ed oltre il San Baronto. Al fischio d’inizio dell’extraregionale Limonta della sezione di Lecco , sulle tribune ed assiepati alla rete ci sono almeno 400 persone. C’è il debutto di Claudio Targetti, subentrato al dimissionario Andreoli sulla panchina dei viola che vogliono risalire la china e dall’altra parte la solidità degli azzurri di Minichilli, lanciati nei piani alti da 4 successi di fila (più uno in Coppa Italia) senza subire gol. Pronti via ed all’8’ i locali (in maglia bianca, mugugnando, per dovere di ospitalità sono già in vantaggio.
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A sbloccare il derby è l’uomo simbolo di questo club, capitan Nicola Pinto, 34 primavere, che vorrebbe scrivere un capitolo importante sulla storia di tale contesa centenaria, Federico Lavorini, che di anni ne ha poco più di 17 ed è nipote del leggendario arcigno zio Elvio Pucci (5 anni alla Larcianese ed altrettanti alla Lampo) vede cadere la propria imbattibilità dopo 458’ minuti ma rimette subito la sfera a centrocampo. La reazione ospite è veemente ma ragionata. A rimettere le cose a posto ci pensa Zoppi, bravo a trovare la traiettoria giusta in un batti e ribatti in area avversaria. Tutto da rifare. L’intervallo giunge a proposito a dar sollievo agli accaldati atleti. Nella ripresa il match riparte su buoni ritmi e senza particolari tatticismi. La Lampo, fra le due contendenti è però quella che ha più voglia di vincere e maggior qualità, unita al mestiere del capitano Gabriele Cerri, autentico trascinatore.
La giocata che decide il derby è l’abc del football. Dragomanni imperversa sulla fascia sinistra e lascia partire un vellutato cross per l’imperiosa incornata di Kodraziu su cui nulla può Caparezza, preferito a Fedele.
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Targetti allora rischia la carta dell’acciaccato Guarisa, che pur a mezzo servizio, procura seri grattacapi all’attenta retroguardia azzurra. Infatti è il palo a salvare la Lampo sul colpo di testa dello scarsicrinito ex bomber del Fucecchio. Come è ancora un legno, per l’esattezza quello trasversale, sull’altro fronte a dire di no alla perfetta parabola inventata da calcio piazzato dal neo entrato Viviani. Resta il tempo di vedere la sostituzione di Kodraziu dalla parte della tribuna che manda baci agli affezionati sostenitori venuti dalla confinante Lamporecchio ed allo stesso tempo si becca gli improperi dei tifosi larcianeso. Ma sul terreno di gioco e sui gradoni del “Cei” non c’è la minima animosità . Ed è la bella lezione che lascia questo derby in eredità ai posteri.
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