Lampo e Larcianese, i mondi divisi da una strada: storie, miti e personaggi di un derby
ROBERTO GRAZZINI
C’ è un’area ben precisaa lungo la trafficata Via Marconi , nella frazione Cento Campi , non indicata da alcun segnale ma che i vecchi saggi di paese sanno indicare perfettamente anche nel chiaroscuro del tramonto che delimita i comuni di Larciano e Lamporecchio. Da quelle parti, dove il ciclismo unisce ma il calcio divide, campanilisticamente parlando, è una sorta di 38^ parallelo tra la Corea del Nord e quella del Sud. L’ azzurro a rappresentare la Lampo, a contrasto col viola della Larcianese. Un derby antico, parte integrante della vita di due borghi (14.000 anime in totale) che domenica vivrà l’ennesimo epico capitolo. Nell’occasione, si gioca all’Idilio Cei dal manto appena rifatto, stadio dedicato all’ ex portiere della Lazio, gloria cittadina . E’ la casa della Larcianese, anno di fondazione 1922, da venticinque stagioni. La Lampo, targata 1919, invece fra le mura amiche ha sempre giocato ai Giardinetti, impianto proprio alle pendici del San Baronto. Location ideale, quasi a chiamare a raccolta i “popolani” delle 11 frazioni e dei 6 rioni. Rarissimi gli scambi dei giocatori fra i due sodalizi con le clamorose eccezioni del passaggio in azzurro di Simone Fagni, (figlio dell’ex professionista Beppe, rapace bomber) dopo una vita in viola e sulla sponda avversa le dieci presenze con la maglia della Larcianese del portiere Marco Giannoni, attuale presidente della Lampo; addirittura Inimmaginabile poi affidare la fascia di capitano ad un giocatore del paese “nemico” confinante , evento invece accaduta in qualche altro sodalizio della Valdinievole. E non è finita qui perché tale fiera e consolidata rivalità parla di appena due allenatori che hanno “servito” sotto entrambe le bandiere e cioè il lucchese Andrea Petroni (ora trainer del Ponte Buggianese) e tempi addietro Luciano Mazzei. Poi ci sono i simboli, coloro che hanno giurato fede eterna al club del borgo natio. Ed allora le citazioni d’obbligo sono per Fabrizio Bartolomei detto “Banana” , capitano degli anni d’oro della Larcianese, orgoglioso di alzare trofei prestigiosi come la coppa Italia dilettanti e la Supercoppa. L’alter ego non può essere che Daniele Ciattini, arcigno e silente difensore, anch’egli capitano e recordman di presenze in azzurro. Menzione speciale al leggendario “Barone” Carlo Panati, capace, in varie epoche, di ricoprire i ruoli di giocatore, allenatore e direttore sportivo in quel di Lamporecchio mentre fra i lavori “oscuri” ma importanti non tutti sanno che Giuseppe Daddi , da oltre un ventennio magazziniere della Larcianese è nato, vissuto e residente a Lamporecchio.
Intanto il prologo di quest’ultima sfida è da romanzo perché dopo la sconfitta nel derby col Quarrata ed un punto in tre gare mister Eugenio Andreoli, giovane condottiero della Larcianese non se l’è più sentita di guidare l’attrezzata compagine viola ed ha passato la mano. Al suo posto arriva Claudio Targetti, ex Montelupo, Lanciotto, Gambassi, l’anno passato al Fucecchio.
La Lampo, scherzo del calendario, sabato sera a teatro, saluterà i propri eroi del football con tanto di libro del centenario, arriva di rincorsa ed in gran salute (cinque vittorie di fila senza prendere neppure un gol). —
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