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Una Lokomotiva davanti alla porta Dybala l’abbatte con due gol-gioiello

Una Lokomotiva davanti alla porta Dybala l’abbatte con due gol-gioiello

Il catenaccione dei russi punito dalle prodezze della Joya Sofferenza, ma arrivano tre punti che profumano di ottavi

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TORINO. «Possiamo vincere tutto», avevano detto alla vigilia, senza mezzi termini, Sarri e Ronaldo. Beh, di strada c’è da farne ancora tanta per prendersi l’Europa. Intanto, però, la Juve si gode il ritrovato Paulo Dybala, che con una doppietta straordinaria nel giro di tre minuti ha ribaltato una gara dura, difficile, incarognita. La classica partita maledetta, che ti scivola piano piano dalle dita. La Lokomotiv che si difende in dieci, alla Rocco, senza alcuna vergogna. E che nell’unica vera ripartenza trova un gol anche bello con Miranchuk. Poi, un catenaccio anni Sessanta che fiacca la Juve e indispettisce il pubblico, una partita di enorme sacrificio, dieci dietro la linea della palla e la Juve che fa possesso, la gira da destra a sinistra e viceversa, prova lo sfondamento centrale e l’aggiramento senza riuscirci. Insomma, una sofferenza lunga 90 minuti, che solo gli acuti dell’argentino e l’inserimento di un altro figlio delle Pampas, Gonzalo Higuain hanno saputo risolvere. E gli ottavi, adesso, sono davvero a un passo.

Che la Juve fosse ancora un cantiere aperto era cosa nota, ma il filotto di vittorie forse aveva nascosto qualche problema che continua ad esserci soprattutto dietro (de Ligt è ancora lontano dai fulgori dell’Ajax) ma anche nella finalizzazione della grande mole di gioco. Ma se alla fine arrivano le prodezze personali a risolvere rebus come questi, Sarri può comunque sorridere.

Il tecnico bianconero sceglie il rombo in mezzo, con Bentancur vertice avanzato a sorpresa, Pjanic dietro con ai lati Matuidi e Khedira: Dybala davanti preferito a Higuain. La Lokomotiv erige un barrierone a nove, tra centrocampo e difesa, che rende difficile il giro palla di Sarri: la Juve applica alla lettera i dettami del tecnico valdarnese, senza mai buttarla via, con passaggi veloci e a terra. Ma arrivare in area è difficile: ci prova subito Dybala con un sinistro deviato, al 18’ poi è Ronaldo, scattato in offside, ad alzare sulla traversa uno splendido cross di Cuadrado. Gara bloccata, e la Juve prova a sfruttare i calci piazzati: al 28’ perla di Pjanic per Bonucci, inserimento perfetto di testa ma la deviazione termina fuori. Ma subito dopo arriva la beffa: Joao Mario si libera in area, Szczesny ci mette una pezza ma sulla ribattuta Miranchuk tuona di sinistro sotto la traversa: 0-1 e gelo allo Stadium.

Il vantaggio “incarognisce” ulteriormente l’atteggiamento tattico dei russi, che si ritirano letteralmente ai limiti della propria area. Riparte forte, la Juve. Assist sontuoso di Pjanic per la girata volante di Dybala, palla alta. Sarri si gioca Higuain per Khedira, sbilanciando la squadra con il 4-3-3.

Ma proprio non si passa, mancano idee e velocità, il barrierone russo non vacilla. Soltanto Cuadrado riesce a spremere qualche idea dalla fascia destra, non raccolta dai tre attaccanti. La scossa cerca di darla Higuain che al 73’ si crea lo spazio ma il suo destro finisce largo.

Poi arriva il momento di Dybala: che al 77’ sgretola il muro con il suo classico sinistro a rientrare che si adagia dolce accanto al secondo palo. E due minuti dopo Alex Sandro tuona di mancino dal limite, Guilherme respinge come può, e il tap in di Dybala manda in estasi lo Stadium. —

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