Il presidio
OriOra parte bene ma chiude tra i fischi dello scarso pubblico
La battaglia di “importanza capitale” al PalaCarrara con la Virtus Roma si mette in salita già alla fine del primo quarto. E alla fine rimonta illusoria
PISTOIA. Sette minuti di buon gioco sono pochi per pensare di vincere una battaglia di “importanza capitale”, come recitava il titolo del giornalino dell’OriOra evidenziando il peso della gara, che Roma si è presa senza faticare troppo nell’anticipo del PalaCarrara.. Come sono pochi 67 punti in 40’, appena 58 al 35’ per vincere una gara di serie A. Che infatti ha vinto Roma, deputata diretta avversaria nella corsa salvezza di Pistoia, che è già scappata a più 4 in una classifica immobile per i biancorossi.
La Virtus ha inflitto all’OriOra un altro schiaffo a tutta mano come aveva già fatto Treviso, altra matricola pur nobile che ha dominato i biancorossi. Due sconfitte più pesanti dei numeri che le inquadrano, che vanno oltre l’assenza di Salumu anche se il non essersi quasi mai allenati al completo da agosto, come ha ricordato Carrea alla vigilia, conta. Ma queste due sconfitte hanno evidenziato anche i limiti di questa squadra, che sì nel finale è scivolata nell’atteggiamento morbido che la curva gli ha rimproverato in clima da contestazione già dal terzo quarto, ma che è sembrata soprattutto sbattere su se stessa prima che sugli avversari. Volenterosa, ma impacciata specie in attacco, sprecando rimbalzi e palloni anche con i titolari. Qualcosa di meglio in difesa si è visto, ma preoccupa l’incapacitàdi scuotersi ed accendersi.
Non è bastata una partenza che sembrava fulminante (i primi 7 minuti appunto), non è bastata qualche buona azione, specie in difesa. Troppo poco per pensare di mpensierire qualsiasi avversario. Cosa che deve far riflettere la società.
Pronti via, Salumu non c’è e Carrea opta per Della Rosa accanto a Dowdell in quintetto: è proprio il capitano biancorosso a dare la carica ai suoi. Bell’assist per il primo canestro di Johnson e sfondamento subito da Dyson che – usando un eufeminsmo – non la prende bene. Viaggia benissimo invece l’OriOra che va avanti 10- 0 nonostante le proteste di Dyson e Bucchi. Johnson è ispirato e Petteway infila da tre. Ed è il primo di tre break biancorossi in serie (13- 7, 19- 12) ma il più importante lo mette dentro Roma a fine quarto: 0- 9 agevolato da diverse perse di casa che Kyzlink e Dyson capitalizzano, portando Roma a chiudere avanti il primo quarto (19 - 22).
Se Carrea ha già sparato le sue (poche) cartucce, Bucchi non cambia nessuno fino alla seconda frazione. Con le carte rimescolate del roster corto che accomuna Roma a Pistoia, l'OriOra sembra approfittarne anche perché Dowdell inizia a girare. Il play prima rintuzza e poi impatta a quota 30 dopo 14’, ma Pistoia pur difendendo benino si aggroviglia in attacco. Jefferson invece si sveglia e sono dolori, ma sono soprattutto le triple di chi non ti aspetti (il giovane Baldasso) a far male (32- 39 al 18’). Pistoia si è persa e il tiro scarico di Dowdell sulla sirena del riposo ne è la prova (35- 41).
Basta ripartire con un’altra azione sbagliata (con Brandt che perde palla) e Pistoia è già scarica. Alibegovic schiaccia, Dyson punisce da tre (35- 46) e dopo 3’ Roma è già avanti di 11 (39- 50). L’esperto play dello scudetto sassarese e il fratellino (si fa per dire) dell’ex Alibegovic, sono i trascinatori di un quarto in cui Roma vola fino a +16 (44- 60) senza fatica. Mentre Bucchi può centellinare il temuto Jefferson, le rotazioni di Carrea non cambiano l'inerzia di un match che Pistoia non riprenderà più. Il gioco in attacco non c’è e anche la testa dei biancorossi inizia a scollegarsi, subendo 24 punti in 10’ con 13 da recuperare all’inizio dell’ultimo quarto.
Il tentativo di rimonta è un’illusione, nonostante Roma rallenti. Pistoia non riesce a caricarsi nemmeno sui recuperi e le stoppate di Wheatle, che con Della Rosa è l’unico a salvarsi in una serata chiusa tra i fischi per l'OriOra. Certo il pubblico con poco più di 2.000 presenti, non ci ha creduto molto di più della squadra. —
Elisa Pacini
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