Il presidio
Un altro calciatore con il nome del figlio Dirigente squalificato per un anno dalla Figc
GROSSETO. Una sentenza a scoppio ritardato con pesanti squalifiche e multa onerosa: ma di fatto quella società con quei dirigenti non esiste più. La vicenda risale all’aprile del 2017 e coinvolge la formazione dei Giovanissimi dell’allora Nuovo Casotto 2015, diventata Atletico Grosseto. Al termine della partita di campionato contro la Castiglionese, si sparse la voce che un calciatore aveva giocato con il nome di un altro tesserato. In particolare Enrico Curini era “diventato” Nicola Borracelli, il figlio del presidente Andrea, oggi nell’Atletico Grosseto ma solo come consigliere. Proprio Andrea Borracelli a fine partita andò a sincerarsi con il direttore di gara e il commissario di campo, avendo rassicurazioni che al momento della chiamata dei giocatori non c’era stato nessun problema e il calciatore in questione era stato identificato regolarmente. Il deferimento però arrivò lo stesso davanti alla Procura federale e Borracelli si attivò con i suoi legali per smontare il teorema “complottistico”. La cosa insomma sembrava chiusa lì. Invece nell’ultimo bollettino sono tornate le pesanti squalifiche, anche perchè si legge che «la Corte Federale d’Appello ha rilevato un difetto di notifica nel precedente procedimento, ed è stato riproposto il deferimento alla Procura Federale». La stessa Procura ha così richiesto praticamente le medesime squalifica: 10 giornate a Enrico Curini, 10 giornate a Nicola Borracelli, un anno di inibizione al presidente Andrea Borracelli e al dirigente Emanuele Pelosi e 1200 euro di multa alla società. Laconico il commento dell’ex presidente Borracelli: «Apprendo con stupore che sono state comminate nuovamente le squalifiche. Pensavamo di aver chiarito tutto a suo tempo con gli avvocati, che sono costati ben 2 mila euro. Questa vicenda ha però già portato degli effetti. L’Atletico Grosseto che vantava 12 squadre del settore giovanile oggi non ne ha più nemmeno una, e resiste solo la prima squadra in Terza categoria. Mio figlio Nicola ha giocato solo 4 o 5 partite poi si è dato al basket; il dirigente Pelosi purtroppo è deceduto, e il calciatore Curini è emigrato in Campania con i suoi genitori. Sicuramente questa volta non faremo nessun ricorso. La vicenda ci sembra grottesca già così». —
Enrico Giovannelli
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